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La fase decisoria davanti al Giudice di Pace

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Guida di procedura civile

Anche il giudice di pace, come il giudice del tribunale ordinario, a conclusione dell'istruttoria e comunque quando la causa risulta matura per la decisione, invita le parti a precisare le conclusioni e a discutere la causa.

A stabilirlo è l'articolo 321 c.p.c., che precisa anche che, fatta la discussione, la sentenza è depositata in cancelleria entro i successivi quindici giorni.

La precisazione delle conclusioni

E' evidente quindi che, terminata la fase di trattazione della causa, le attività da compiere sono sostanzialmente due: la precisazione delle conclusioni e la discussione.

Con riferimento specifico alla precisazione delle conclusioni, pur non sussistendo un obbligo di fissare un'udienza apposita, in ogni caso tale attività deve essere necessariamente consentita alle parti. Viceversa, infatti, si rischierebbe una violazione del diritto di difesa con conseguente nullità della sentenza emessa.

La precisazione delle conclusioni, in ogni caso, può essere svolta anche riportando le conclusioni nel verbale di udienza senza che sia necessario un esplicito invito del giudicante.

Non è invece obbligatorio per il giudice concedere alle parti la possibilità di depositare memorie conclusionali, scelta che rientra tra i suoi poteri discrezionali.

La discussione

Venendo alla discussione, occorre precisare che in dottrina non vi è unanimità di vedute circa la possibilità di distinguere temporalmente tale attività rispetto alla precisazione delle conclusioni, rinviandola ad un'udienza successiva.

Per molti, però, rispondere affermamente significherebbe porsi in contrasto con il principio di celerità che ispira il processo dinanzi al Giudice di Pace.

La sentenza

Come accennato, la sentenza, secondo quanto disposto dall'articolo 321 c.p.c., non è pronunciata in udienza, ma depositata successivamente dal giudice in cancelleria, nel termine di quindici giorni dalla discussione.

Al giudicante viene così concesso un maggior tempo per poter ponderare al meglio le questioni sottoposte alla sua attenzione.

E' interessante in questa sede dare nota del fatto che, ai sensi dell'articolo 339 c.p.c., se il Giudice di Pace decide secondo equità, allora la sua decisione potrà essere impugnata “esclusivamente per violazione delle norme sul procedimento, per violazione di norme costituzionali o comunitarie ovvero dei principi regolatori della materia”.

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