La cosa giudicata

Indice della guida di procedura civile

Con il termine "cosa giudicata" o giudicato si intende, nel nostro ordinamento, la caratteristica di un provvedimento giurisdizionale di non poter pi¨ essere sottoposto ai mezzi ordinari di impugnazione.

L'immodificabilitÓ del provvedimento pu˛ derivare dal fatto che tutti i mezzi di impugnazione a disposizione delle parti interessate sono giÓ stati impiegati o dal fatto che sono scaduti i termini per impugnare.

ImmutabilitÓ dei provvedimenti passati in giudicato

A caratterizzare un provvedimento passato in giudicato, dunque, Ŕ l'incontrovertibilitÓ della questione sulla quale esso si Ŕ pronunciato: ci˛ significa che ormai sulla regolamentazione di quel diritto non pu˛ pi¨ intervenire nessun giudice.

Con la pronuncia che Ŕ cosa giudicata, in sostanza, sono esaurite le possibilitÓ di riesaminare la questione, in ottemperanza al principio del cosiddetto "ne bis in idem", che governa il nostro ordinamento e in forza del quale un giudice non pu˛ esprimersi per due volte sulla stessa azione.

Tale principio Ŕ valido sia nel caso in cui le parti rinuncino ai diversi gradi di giurisdizione, lasciando decorrere i relativi termini, sia nel caso in cui questi vengano svolti effettivamente.

In sostanza, la sentenza passata in giudicato rappresenta, per il giudice, un divieto di giudicare nuovamente.

La finalitÓ Ŕ quella di garantire la certezza del diritto e dei rapporti giuridici.

Essa, per˛, va comunque bilanciata con la necessitÓ di garantire comunque anche la giustizia.

Si badi bene, quindi: quella della cosa giudicata Ŕ un'incontrovertibilitÓ relativa, nel senso che esistono anche delle deroghe ad essa, rappresentate dai mezzi di impugnazione straordinari, come, ad esempio, la revocazione.

Seguici:
Print Friendly and PDF
Arricchisci questa guida con un tuo commento:
blog comments powered by Disqus
bottone newsletter Icona Facebook Icona Rss Icona Google plus Icona twitter Icona linkedin