Effetti della notifica della citazione

Indice della guida di procedura civile
Effetti della notifica della citazione

Dalla notifica dell'atto di citazione discendono diversi effetti, non solo di carattere processuale, ma anche di carattere sostanziale, ovverosia che incidono sul diritto fatto valere in giudizio. 

Per quanto riguarda gli effetti di natura processuale, la notifica dell'atto di citazione comporta, innanzitutto, la pendenza della lite. Alla litispendenza conseguono, poi, ulteriori effetti, come, ad esempio, la determinazione dell'oggetto della domanda, gli istituti della continenza e della connessione, la cd. perpetuatio iurisdictionis (ovverosia il fatto che la giurisdizione e la competenza si determinano in relazione allo stato di fatto al momento esistente, senza che a nulla rilevino mutamenti successivi al momento in cui la domanda è proposta) e la cd. perpetuatio legitimationis (in base alla quale, se il diritto controverso si trasferisce nel corso del giudizio, il processo prosegue tra le parti originarie).

Per quanto riguarda, invece, gli effetti di natura sostanziale, la notifica della citazione comporta principalmente l'interruzione della prescrizione.

A prescindere dalla durata del processo, dal giorno in cui l'atto di citazione è stato notificato alla controparte, i termini di prescrizione si interrompono e ogni nuovo termine decorrerà solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza.

A norma dell'art. 2943 c.c. infatti "la prescrizione è interrotta dalla notificazione dell'atto con il quale si inizia un giudizio, sia questo di cognizione ovvero conservativo o esecutivo. E' pure interrotta dalla domanda proposta nel corso di un giudizio".

E si noti che l'interruzione si verifica anche se il giudice davanti al quale si è instaurato il giudizio risulta essere incompetente.

Nel caso, però, in cui la notifica dell'atto introduttivo sia nulla, sono impediti l'interruzione della prescrizione e la conseguente sospensione del suo corso fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio, senza che a nulla rilevi la possibilità che la nullità sia successivamente sanata. Nel caso, infatti, in cui la sanatoria abbia luogo, gli effetti sulla prescrizione decorrono da questa e non assumono efficacia retroattiva (v. Cass. civ., 16 maggio 2012, n. 11985).

Oltre all'interruzione della prescrizione, rilevano quali ulteriori effetti sostanziali della domanda anche la produzione di interessi su interessi e quelli connessi a fattispecie specifiche, come, ad esempio, l'impossibilità che il contraente inadempiente adempia alla propria obbligazione dopo che la domanda di risoluzione sia stata proposta.

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