I provvedimenti del giudice istruttore durante la trattazione della causa


L'articolo 187 del codice di procedura civile elenca i provvedimenti che il giudice istruttore può adottare durante lo svolgimento della causa.

Innanzitutto si prevede che la causa possa essere rimessa dinanzi al collegio (ovverosia che la fase di trattazione possa essere chiusa e possa passarsi direttamente alla fase di decisione) se il giudice ritenga che essa sia matura per la decisione di merito, senza che sia necessario assumere mezzi di prova.

Ciò sostanzialmente accade quando la controversia riguardi esclusivamente questioni di diritto, quando essa sia basata su prove documentali o quando le parti non abbiano presentato istanze istruttorie e non vi siano mezzi di prova ammissibili d'ufficio.

Il giudice, poi, può assumere la causa in decisione per pronunciarsi con riferimento ad una questione di merito che abbia carattere preliminare e sia idonea a definire il giudizio.

La causa può, infine, essere assunta in decisione dal giudice quando sorgono questioni che riguardino la giurisdizione, la competenza o altre questioni pregiudiziali, ovverosia attinenti i presupposti processuali. Esse, però, possono essere anche decise unitamente al merito.

L'articolo 187 c.p.c. precisa che il collegio, laddove non definisca il giudizio e impartisca distinti provvedimenti per l'ulteriore istruzione della causa, su istanza di parte e alla prima udienza dinanzi ad esso, assegna i termini per presentare istanze istruttorie e memorie di replica.

In ogni caso, il giudice nel corso del processo dà ogni disposizione ad esso relativa.

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