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Proprietà e possesso
Le situazioni di dominio nell'ordinamento italiano

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Indice della guida
(A cura di: Avv. Valeria Zatti)

Nell'ordinamento giuridico italiano esistono tre situazioni c.d. “di dominio”: la proprietà, il possesso e la detenzione.

Sebbene, per determinati aspetti, tali situazioni possono coincidere, dal punto di vista, giuridico, esse costituiscono tre fattispecie distinte, dando luogo a relazioni differenti - e, dunque, disciplinate e tutelate in maniera diversa dall'ordinamento - con il bene oggetto del diritto.

La proprietà è, infatti, una situazione “formale”, disciplinata sia dal codice civile, all'art. 832 c.c. che, pur non dettandone una precisa definizione, statuisce il diritto per il proprietario “di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo”, sia dall'art. 42 della Carta Costituzionale che riconosce e garantisce la proprietà privata, rinviando al legislatore la determinazione dei “modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”.

Entrambe le norme sottolineano le caratteristiche di pienezza ed esclusività del diritto di proprietà, garantendo al titolare i massimi poteri possibili rispetto alla res, esercitabili erga omnes, fermi restando i limiti imposti dalla legge.

Il possesso e la detenzione, invece, sono situazioni “materiali” che determinano l'attribuzione al soggetto attivo solo di taluni poteri.

Il primo, definito dall'art. 1140, 1° comma, c.c., consiste nel “potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale”.

La differenza tra la proprietà e il possesso concerne la distinzione stessa tra la titolarità e l'esercizio del diritto: in altri termini, il possessore si comporta come il proprietario della cosa, pur non essendolo (c.d. “animus possidendi”).

La seconda, invece, individuata dal 2° comma dell'art. 1140 c.c., nonché dal successivo art. 1141 c.c., rappresenta un'ulteriore situazione soggettiva, che, al contrario del possesso, si caratterizza per il riconoscimento dell'altruità della proprietà (o di altro diritto reale).

In sostanza, la detenzione consiste nella mera disponibilità materiale della cosa (si pensi alla locazione, al noleggio, ecc.), riconoscendo che il possesso e la proprietà sono di altri soggetti (c.d. “animus detinendi”).

Pur potendo coincidere, combinando nel medesimo soggetto sia la proprietà che il possesso che la detenzione del bene oggetto del diritto, le tre figure di dominio possono manifestarsi singolarmente e, per questo motivo sono ritenute meritevoli di disciplina e tutela da parte dell'ordinamento giuridico.

È opportuno, quindi, soffermarsi sulle nozioni tecniche e giuridiche delle tre fattispecie, tracciandone in primis i caratteri distintivi e le differenze, prima di approfondirne il contenuto, gli effetti e le forme di tutela che l'ordinamento appresta nei loro riguardi.

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