NOTIFICA VERBALI. CONTESTAZIONE IMMEDIATA E DIFFERITA.

Indice della guida

Un’importante novità al codice della strada è rappresentata dalla diminuzione dei tempi per notificare la contestazione (diversa dai casi di contestazione obbligatoria immediata).

Secondo infatti quanto prevede il comma 1 del nuovo art. 201 il verbale dell’infrazione, qualora non possa essere immediatamente contestato, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, (a pena di annullabilità del verbale) deve essere notificato al trasgressore entro novanta giorni dall’accertamento a differenza di quanto precedentemente previsto e

cioè 150 giorni.
Per quanto riguarda la contestazione la regola generale rimane quella della contestazione immediata della violazione. Questa regola generale consente comunque di contestare l’infrazione, attraverso la notificazione del verbale di accertamento, anche in un momento successivo all’accertamento dell’infrazione stessa. Ci sono infatti dei casi tassativamente previsti in cui questo è possibile: oltre ai casi già previsti dal codice della strada (e cioè impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad alta velocità, sorpasso vietato, attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa, accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo, accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di polizia stradale che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo, accertamento effettuato ai sensi dell’art. 4 del decreto-legge 20 giugno 2002 (dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento stabilite dall'articolo 142 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285), è possibile contestare in un secondo momento l’infrazione, mediante notificazione, nel caso in cui vengano rilevati accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate.

E’ da evidenziare che in tutti i suddetti casi, la contestazione della violazione non è necessaria: mentre la regola generale prescrive l’obbligo di indicare sul verbale notificato, i motivi per i quali la violazione non è stata immediatamente contestata, per i casi di cui al comma 1-bis, dell’articolo 201, tale obbligo non sussiste, essendo già stato previsto dal legislatore, con la suddetta norma, che nei casi indicati non è necessaria la contestazione. E’ necessario, però, che sul verbale venga fatto riferimento alla specifica lettera del citato comma 1-bis, in relazione alla violazione accertata.

Sempre secondo la nuova riforma, con la lettera g-bis, si potrà nontificare il verbale di accertamento entro 90 giorni, in caso di violazione degli artt. 141, 143, commi 11, 12, 146, 170, 171, 213, 214, accertate a mezzo di apparecchiature elettroniche debitamente omologate, e cioè, accertamento delle violazioni concernenti la velocità pericolosa e non commisurata, circolazione contromano, mancato rispetto della segnaletica stradale, trasporto cose o persone su veicoli a due ruote, mancato uso del casco protettivo, inosservanza di sequestro, confisca e fermo amministrativo per mezzo di apparecchiature di rilevamento. Per l’attuazione di tale disposizione normativa, è necessario però che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti provveda a omologare le prescritte apparecchiature: per il momento la norma non è applicabile in quanto non esistono strumenti omologati per tali accertamenti.

Inoltre, secondo il nuovo art.201, comma 1-quater, in caso di semaforo rosso, autovelox e violazione divieto di accesso ai centri storici e alle aree pedonali, non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante dispositivi o apparecchiature che sono state omologate ovvero approvate per il funzionamento in modo completamente automatico. L’articolo prevede poi che tali strumenti devono essere direttamente gestiti dagli organi di polizia stradale e fuori dai centri abitati, su strade extraurbane secondarie, e nei centri abitati, su strade urbane di scorrimento, possono essere installati e utilizzati solo sui tratti di strada individuati dai prefetti, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’Interno sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Per le autostrade e per le strade extraurbane principali non è invece necessaria alcuna autorizzazione.

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