LA CONTESTAZIONE DI VIOLAZIONI DA PARTE DEGLI AGENTI AGGERTATORI

In caso di sinistri in cui siano intervenute le Autorità ed abbiano provveduto ad elevare contravvenzioni nei confronti di uno di entrambi i conducenti dei veicoli coinvolti si è posto l’annoso problema del valore che queste possano avere nel corso di un giudizio finalizzato al risarcimenti danni ed in particolare se tali accertamenti possano o meno vincolare il Giudice o se a quest’ultimo sia data la possibilità di pervenire ad una diversa attribuzione della responsabilità. Sul punto la giurisprudenza si è mostrata pressoche costante ritenendo che il giudice al termine dell’istruttoria possa giungere ad una determinazione dei fatti ed

ad una ricostruzione della dinamica con conferme a quella operata dalle autorità intervenute successivamente sul luogo del sinistro.
 
Dal punto di vista dell’onere probatorio Secondo un orientamento assolutamente pacifico infatti “ gli atti redatti dai pubblici ufficiali in occasione di un sinistro stradale hanno piena efficacia probatoria, ai sensi dell’art. 2700 cc, solo circa la provenienza di essi da pubblico ufficiale che li ha formati e i fatti che lo stesso attesti essere avvenuti in sua presenza ed essere stati da lui compiuti, ma non anche con riferimento alle modalità del sinistro stesso che vengono riferite non per constatazione diretta bensì in virtà di presunzioni o di personali considerazioni logiche come nel caso de quo. Sarebbe perciò gioco forza voler evincere da tali rilievi la circostanza che la Sig. ra Luly non ha viaggiava a forte velocità dal momento che la compagnia   non fornito alcuna dimostrazione in tal senso e perciò dovrà ritenersi operante la previsione di cui all’art. 2054 2 c cc.
La presunzione di corresponsabilità dei soggetti coinvolti in uno scontro tra veicoli prevista al 2054 2 c cc, può essere vinta solo ove si riesca a fornire la cd. Prova liberatoria e ciò vale ovviamente anche per il conducente nei confronti del quale non è stata ex post elevata alcuna contravvenzione perché con diritto di precedenza. L’idagine deve infatti riguardare tutti i soggetti coinvolti. Tra le tante cfr. Trib. Palermo Sez. III sent. 3 giugno 2009, secondo cui“in tema di circolazione stradale, l’art. 145 cds pone un obbligo di massima prudenza in capo ai conducenti al fine di evitare incidenti. Tale obbligo si rivolge indistintamente a tutti i conducenti, anche a quello favorito, giacchè il diritto di precedenza non esonera questi dall’obbligo di usare la dovuta attenzione nella guida, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada che non si attengono alla norma. Il conducente del veicolo al quale spetti il diritto di precedenza per andare esente da responsabilità deve, dunque, a sua volta, guidare nel rispetto di tutte le regole di prudenza e diligenza come espressamente previsto dagli art. 141 Cds ( il quale impone di regolare la velocità del veicolo in modo da evitare ogni pericolo per la sicurezza) e 145 Cds ( il quale espressamente prescrive che i conducenti, approssimandosi ad una intersezione o intercettando la traiettoria di un altro veicolo devono usare la massima prodenza al fine di evitare incidenti). Dello stesso tenore è anche la pronuncia della Corte di Appello di Roma sez. III, 19 maggio 2009. la quale ha riconosciuto come “l’accertamento della colpa, sia pure grave, di uno dei conducenti non esonera l’altro dall’onere di provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, osservando le norme sulla circolazione stradale ed i normali precetti della prudenza al fine di escludere la configurazione del concorso di cola a suo carico. Ne consegue che il giudice, il quale abbia accertato la colpa di uno dei conducenti, deve inoltre verificare il comportamento dell’altro, al fine di stabilire se il sinistro sia dovuto o meno al comportamento colèoso esclusivo di uno solo dei conducenti, e se l’altro conducente, sia o meno per converso, esattamente uniformato alle norme della circolazione e da quelle della comune prudenza.”

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