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IN GENERALE E LEGITTIMAZIONE ATTIVA NELLE CAUSE DI INFORTUNISTICA STRADALE

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Guida sull'infortunistica stradale
L’art. 144 del C.d.A prevede che il danneggiato, per sinistro causato casato dalla circolazione di un veicolo o di un natante, per i quali vi è l’obbligo dio assicurazione ha azione diretta, per il risarcimento dei danni nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile civile entro i limiti delle somme per cui è stata stipulata l’assicurazione. La norma in commento  prevede dunque che la legittimazione attiva ad esperire l’azione diretta spetta al danneggiato da sinistro stradale o nautico. Per danneggiato si intende così qualsiasi soggetto che abbia subito un danno dalla circolazione di un veicolo o di un
natante, iure proprio o iure hereditario. Nella nozione di danneggiato rientrato perciò sia le persone fisiche che le persone giuridiche, coinvolte in maniera diretta nel sinistro sia quelle che abbiano subito un danno in rapporto di derivazione causale con il sinistro. In caso di sinistro che abbia causato danno a cose legittimato attivamente a richiedere il risarcimento danni è il proprietario-danneggiato e la prova di tale legittimazione viene fornita in base al titolo che legittima la proprietà. La legittimazione attiva talvolta compete anche a soggetti diversi dal proprietario ossia al proprietario, al possessore al detentore o a chiunque abbia la mera disponibilità che dal danneggiamento della cosa abbia subito un danno patrimoniale è dunque tutelabile anche la posizione di colui che esercita nei confronti della autovettura danneggiata in un sinistro stradale una situazione di possesso giuridicamente rilevante qualificabile ex art. 1140 cc. Come affermato dalla Suprema Corte con la Sent. n. 4003 del 2006 affinchè il possessore o il detentore possa avanzare pretese risarcitorie è necessario che il Giudice di merito accerti che l’attore abbia rigorosamente dimostrato, sulla scorta di prove idonee, la esistenza in suo favore di una situazione in suo possesso, nonché della incidenza sul suo patrimonio. A tal fine tuttavia non viene ritenuto sufficiente la mera prova dell’esistenza d’un titolo che obblighi il detentore a tenere indenne il proprietario del veicolo in quanto è necessario dar prova che in base a quel titolo l’obbligazione è stata adempiuta così che il proprietario non possa più pretendere di essere ancora risarcito dal terzo danneggiante, così come nel caso in cui il terzo detentore abbia effettivamente erogato l’importo necessario per la riparazione del veicolo. Se poi vengono in considerazione beni immobili non registrati      la legittimazione passiva spetta al possessore in buona fede in base al combinato disposto di cui agli art. 1140, 1147 e 1153 cc. In caso si sinistro che abbia causato danni a persona la legittimazione attiva ad esperire l’azione diretta è riconosciuta al soggetto leso. Nell’ipotesi in cui quest’ultimo sia un minore, la legittimazione farà capo ai genitori fino al raggiungimento della maggiore età. Si tratta di un tipo di azione che viene pacificamente ricondotta agli atti di ordinaria amministrazione in quanto tendente alla conservazione o al miglioramento della condizione patrimoniale del minore e come tale non richiede la preventiva autorizzazione del giudice tutelare e sarà esercitabile dai genitori anche disgiuntamente. Se leso è un soggetto inabilitato la legittimazione farà capo al curatore, nell’ipotesi di interdizione spetta altresì al tutore. Nel caso di minore leso che invece raggiunga nel corso del giudizio la maggiore età la capacità processuale dei genitori non viene meno ma il leso, divenuto ormai maggiorenne è riconosciuta la facoltà di costituirsi direttamente in giudizio sostituendosi ai suoi legali rappresentanti. Analogamente se viene dichiarato, nel corso del giudizio, inabilitato o interdetto il curatore o il tutore potranno costituirsi in giudizio ed esercitare i diritto del soggetto rappresentato. In ogni caso l’acquisto o la perdita della capacità di stare in giudizio non assumono rilevanza processuale se non vengono portati a conoscenza della controparte o del giudice come disposto all’art. 300 c.pc.. Solo dal momento in cui il raggiungimento della maggiore età sia reso noto alle parti mediante dichiarazione, notifica o comunicazione della circostanza da parte del difensore, con un atto del processo cessa la legittimazione processuale del rappresentante e si ha l’interruzione del processo. In caso di sinistro in cui si siano verificati danni alla persona la legittimazione è riconosciuta anche ai congiunti della vittima primaria che abbia riportato lesioni gravi che potranno avanzare pretese risarcitorie ( si indicano a titolo esemplificativo ma non esaustivo) ad esempio per il danno sessuale, per non poter avere rapporti con la moglie, per il danno biologico di natura psichica, il danno esistenziale per la compromissione peggiorativa delle facoltà insite nella vita familiare e matrimoniale. Se poi il sinistro ha cagionato la morte della vittima, la legittimazione attiva ad esperire l’azione spetta ai suoi eredi, sia per ottenere il risarcimento dei danni subiti in vita dal de cuius sia per ottenere il risarcimento dei danni da essi subiti in proprio. Un’altra ipotesi particolare è quella relativa al danno subito dal datore di lavoro che veda leso il proprio diritto di credito per il dipendente che non possa eseguire la prestazione lavorativa per l’illecito altrui. Sul punto la giurisprudenza ha seguito un percorso piuttosto complesso ed articolato per giungere a riconoscere che il datore di lavoro è legittimato ad agire    per ottenere il risarcimento del danno, sia per l’ammontare delle retribuzioni che dei contributi previdenziali versati in favore dei dipendenti.
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