Danno al veicolo e risarcimento

Per ciò che invece riguarda la risarcibilità del danno ai veicoli rimasti coinvolti in un sinistro stradale occorre preliminarmente operare una distinzione, se il costo delle riparazioni è inferiore al valore commerciale del mezzo è dovuto il risarcimento di tale costo, se altresì il valore commerciale del mezzo è inferiore rispetto al costo delle riparazioni verrà rimborsato il valore al relitto del mezzo. Non sono mancate sentenze che hanno riconosciuto come il risarcimento dovrebbe essere commisurato avuto riguardo ai costi medi delle riparazioni guardando i valori di mercato, non sarebbero perciò risarcibili spese
sostenute superiori ai valori medi di mercato. Non sono mancate tuttavia sentenze dal tenore totalmente inverso che hanno ritenuto come il danno debba essere integralmente risarcito., a prescindere dal fatto che operi con prezzi modici, attesa la natura fiduciaria del rapporto. Il Risarcimento deve infine comprendere il prezzo dell’IVA anche se il mezzo non sia stato ancora riparato. L’ipotesi in cui l’entità dei danni faccio sì che questi superino il valore del mezzo non sono mancati contrasti giurisprudenziali. Partendo dall’assunto che in tali ipotesi viene risarcito il valore del veicolo sulla base delle stime contenute nelle apposite riviste specializzate , è stato ritenuto che il danneggiato possa ottenere un risarcimento sensibilmente superiore in considerazione delle buone condizioni di manutenzione del mezzo. Da tale importo dovrà però essere scorporato il valore del relitto che potrà presumibilmente ricavarsi e sommarsi le spese di rottamazione e di immatricolazione del nuovo veicolo. Il danneggiato per ottenere il ristoro dovrà tuttavia dare prova di essere il proprietario del veicolo oppure, pur non essendone proprietario, di averne sostenuto le spese, il tutto supportato la fattura quietanzata a quantificazione del danno. Sono sorti invece contrasti in merito alla sufficienza della prova quando vengano prodotti preventivi di riparazione tra quanti ritengono che possano valere come elementi di prova capace di formare il convincimento del Giudice e quanti ritengono che la produzione in giudizio del solo preventivo di spesa, compilato da una officina non rilevi sul piano probatorio, neppure se confermato in sede in sede testimoniale da colui che lo ha redatto, il preventivo potrebbe così essere valutato ex art. 2729 cc solo se unito ad altri elementi di prova. Per ciò che riguarda il cd. fermo tecnico, ossia il danno che avrebbe subito il proprietario o l’utilizzatore di un autoveicolo per non aver potuto disporre durante il periodo in cui il mezzo è stato affidato alla sua officina per le necessarie riparazioni. A riguardo si sono sviluppati tre diversi orientamenti, per taluni tale danno sarebbe liquidabile in via equitativa, anche in difetto di prova documentata, per altri niente dovrebbe essere riconosciuto per fermo tecnico e per svalutazione in difetto di prova da parte attrice capace di supportare le richieste risarcitorie, per altri ancora hanno seguito una concezione intermedia Il danneggiato da sinistro stradale che per ottenere il risarcimento dei danni sopra descritti si rivolga dell’ausilio di studi di infortunistica stradale potrà poi ottenere dalla assicurazione il ristoro per tutte le spese sostenute a condizione che tali spese risultino necessitate e giustificate e perciò funzionale all’esercizio stragiudiziale della del diritto al risarcimento.  Le somme spettanti al danneggiato avendo natura di debito cd. di valore sono inoltre sottoposta a rivalutazione e produttive di interessi. Nel caso in cui il danneggiato sia anche titolare un una propria polizza di infortuni la compagnia con la quale in danneggiato ha stipulato ridetta polizza non potrà vedersi opporre dalla compagnia del responsabile civile l’avvenuto pagamento   non essendo configurabile alcuna forma di locupletazione, salvo che sia stato espressamente previsto un diritto di rivalsa della compagnia. Un sinistro può provocare anche la lesione del diritto di credito vantato dal datore di lavoro per l’attività lavorativa posta in essere dal proprio dipendente. In simili casi si parla di diritto di rivalsa del datore di lavoro, il datore in tali ipotesi ( salve rare pronunce in senso difforme) avrà diritto ad essere risarcito. Il responsabile di lesioni personali in danno di un lavoratore dipendente, cui abbia fatto seguito una invalidità temporanea assoluta è tenuto a risarcire il datore di lavoro per la mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative. Tale pregiudizio, in mancanza di diversa prova viene liquidato sulla base dell’ammontare delle retribuzioni e dei contributi previdenziali, obbligatoriamente pagati durante il periodo di assenza dell’infortunato. Nel caso in cui invece il danneggiato abbia diritto alla erogazione di somme da parte di enti previdenziali quali INPS o INAIL le somme erogate da questi andranno detratte dal danno complessivo, tali enti agiranno perciò nei confronto del responsabile civile. L’art. 142 Cda ha poi previsto come nel caso in cui il danneggiato che sia assistito da assicurazione sociale questa ha diritto ad ottenere direttamente dall’impresa il rimborso per le spese sostenute per le prestazioni erogate al danneggiato a meno che il risarcimento non sia già stato disposto secondo quando previsto al 2 comma del 142 CdA. Disposizione che consente all’impresa di assicurazione prima di provvedere alla liquidazione del danno ri richiedere al danneggiato una dichiarazione con cui attesta di non aver diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni obbligatorie. Nel caso in cui l’assicurazione dichiari di aver diritto a queste erogazioni sarà onere della compagnia di assicurazione dare comunicazione al competente ente. Se trascorsi quarantacinque giorni da tale comunicazione l’ente di assicurazione sociale non abbia dichiarato di volersi surrogare nei diritti del danneggiato, l’impresa di assicurazione potrà disporre la liquidazione a favore del danneggiato.
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