L'Azienda

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Indice della guida
Indice della guida su impresa e società:
PARTE I- L’IMPRESA
- L’impresa
- Imprenditore agricolo e commerciale
- piccolo imprenditore, impresa artigiana e impresa familiare
- Impresa collettiva e impresa pubblica
- esercizio dell’impresa e capacita’ di agire
- Il registro delle imprese
- Le scritture contabili
- gli ausiliari dell’imprenditore
- L’azienda
- collaborazione tra imprese

PARTE II - le società
- Le società di persone e le società di capitali
- Le società di fatto
- La società semplice
- La societa’ in nome collettivo
- La societa’ in accomandita semplice
- La societa’ a responsabilita’ limitata
- La s.r.l. semplificata
- La societa’ per azioni
- La societa’ in accomandita per azioni
- Scioglimento e liquidazione societa’ di capitali
- trasformazione, fusione e scissione di societa’
- Societa’ cooperative e mutue assicuratrici

PARTE III - concorrenza e segni distintivi
- La concorrenza
- Le limitazioni della concorrenza
- La concorrenza sleale
- La concorrenza nell’unione europea
- La legge antitrust e l’autorita’ garante della concorrenza e del mercato
- I segni distintivi dell’impresa
- Il marchio
- La ditta e l’insegna
- La qualificazione del nome a dominio
- Le opere dell’ingegno e il diritto d’autore
- Le invenzioni industriali e il brevetto
- Le invenzioni del prestatore di lavoro
- Il brevetto europeo
- La domanda internazionale di brevetto
- I modelli industriali
- La tutela giurisdizionale dei diritti industriali

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Avv. Valeria Zeppilli
valeria.zeppilli@gmail.com

9.L’AZIENDA

Il Codice Civile, all’art. 2555, definisce l’azienda come “il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”. Si tratta, in sostanza, dei mezzi necessariall’imprenditore per esercitare la propria attività, ovverosia macchinari e altri beni mobili, beni immobili, servizi e beni immateriali. La loro eterogeneità è ricondotta ad unità dalla comune destinazione ad uno specifico fine produttivo.



L’avviamento

L’azienda ha rilevanza, in particolare, per il valore economicoche assume: la combinazione e il coordinamento tra gli elementi che la compongono le conferisce, infatti, un valore maggiore di quello dato dalla loro somma e ne aumenta le capacità di realizzare profitto e di attrarre clientela.

Generalmente l’avviamento viene suddiviso in oggettivo, soggettivo e misto, a seconda di quali siano i fattori che ne determinano il valore. In particolare si ha avviamento oggettivo quando esso è connesso alla capacità di produrre profitto derivante dai beni che costituiscono l’azienda. Tale connessione permette di ritenere sussistente un avviamento anche qualora l’attività di impresa non sia ancora iniziata. Si ha, invece,avviamento soggettivoquando il maggior valore deriva dalle abilità personali dell’imprenditore. Un’ultima tipologia di avviamento è l’avviamento mistoche si ha quando vi è combinazione tra gli elementi materiali e quelli personali.

Occorre precisare che l’avviamento costituisce un valore patrimonialedell’azienda, con la conseguenza di poter addirittura essere iscritto in bilancio.



Il trasferimento di azienda

Le vicende circolatorie dell’azienda possono riguardare sia l’azienda nella sua interezza che un suo ramo, intendendosi per tale ogni entità autonoma e organizzata in maniera stabile che può circolare senza perdere la propria identità.

Di particolare interesse è la disciplina del trasferimento di azienda o di un suo ramo, che si ha quando muta il titolare dell’attività di impresa. Il mutamento può derivare, ad esempio, da cessione, scissione e fusione e presuppone la conservazione dell’identità di quanto trasferito e la possibilità di continuare a esercitare un’attività economica in forma organizzata per il perseguimento di uno specifico obiettivo.

L’alienazione di un’azienda fa scattare in capo all’alienante un divieto di concorrenzadella durata massima di cinque anni, consistente nel doversi astenere dall’avviare un’attività idonea per oggetto, ubicazione o altre circostanze a sviare la clientela di quella ceduta. Tale divieto, in realtà, opera pienamente per le aziende commercialimentre è limitato alle attività connesse in caso di alienazione di aziende agricole. Esso presuppone sempre unpotenziale sviamento di clientela, in assenza del quale decade, e può essere ampliatoriguardo al suo contenuto, purché non si impedisca all’alienante l’esercizio di ogni attività. Il divieto di concorrenza, infine, coinvolge sia la vendita volontaria di azienda che quella coattiva, derivante ad esempio da fallimento.

A seguito di trasferimento di azienda, l’acquirente, salvo diversa pattuizione, subentra all’alienante nei rapporti contrattuali in essere. Non è necessario il consenso del terzo contraente, il quale può eventualmente esercitare il recesso, seppur solo in presenza di una giusta causa. Conseguenza del recesso è l’estinzione del contratto; il terzo può, semmai, richiedere il solo risarcimento del danno. La disciplina relativa alla successione ex legenei contratti non si applica nel caso in cui questi ultimi abbiano carattere personale.

Con riferimento ai creditie ai debiti, l’eventuale cessione dei primi ha effetto nei confronti dei terzi a seguito dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese, senza che siano necessarie la notifica al debitore e la sua accettazione. Per i debiti, invece, vale il principio generale per cui la persona del debitore può mutare solo a seguito di accettazione da parte del creditore. Per le aziende commerciali, poi, l’acquirente risponde in solido con l’alienante, pur in assenza di un patto di accollo, dei debiti che risultano dai libri contabili obbligatori. Si introduce così una vistosa, seppur limitata, eccezione al principio generale per cui ciascuno risponde solo delle obbligazioni assunte personalmente.



L’usufrutto e l’affitto di azienda

E’ possibile che l’azienda sia costituita in usufruttoo concessa in affitto. Nel primo caso la disciplina si differenzia rispetto a quella ordinaria per dover l’usufruttuario di azienda, pena cessazione dell’usufrutto, esercitarla sotto la ditta che la contraddistingue, senza modificarne la destinazione e conservando l’efficienza dell’organizzazione e degli impianti e la dotazione di scorte. L’acquisto e l’immissione in azienda di nuovi beni comporta in capo all’usufruttuario il potere di godimento e disposizione, mentre la proprietà spetta al nudo proprietario.

L’affittodi azienda è disciplinato dalle stesse norme che ne regolano l’usufrutto, mentre l’oggetto del contratto è sovrapponibile a quello del contratto di locazione di immobili destinati ad uso commerciale.

Sia all’usufrutto che all’affitto si applicano la disciplina del divieto di concorrenzae quella della successione dei contrattipreviste per il trasferimento di azienda. Solo al primo si applica, poi, la disciplina dei creditiaziendali mentre a nessuno dei due quella dei debiti.

Avv. Valeria Zeppilli
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