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Le indagini del Pubblico Ministero

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Indice della guida
A cura di: Avv. Francesca Romanelli, Avv. Silvia Vagnoni e Avv. Enrico Leo

INDAGINI DEL PUBBLICO MINISTERO: una volta acquisita la notizia di reato il P.M., dopo averla iscritta nell’apposito registro, svolge le indagini preliminari necessarie a consentirgli di determinarsi in ordine all’esercizio dell’azione penale comprensive degli "accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini" (art. 358 c.p.p.). Oltre a tali attività:

- svolge "accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze" nominando e avvalendosi di uno o più consulenti tecnici (art. 359 c.p.p.). Quando tali accertamenti assumono il carattere dell’irripetibilità "il P.M. avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato e i difensori del giorno, dell’ora e del luogo fissati per il conferimento dell’incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici" affinché si proceda in contraddittorio all’accertamento (art. 360 c.p.p.). In tale circostanza il P.M. invia per posta all’indagato e alla persona offesa un’informazione di garanzia con indicazione delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto e con invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia (art. 369 c.p.p.);

- procede all’individuazione di persone e di cose (art. 361 c.p.p.);

- compie personalmente l’esame delle persone informate sui fatti (art. 362 c.p.p.). Tale attività può anche essere delegata alla P.G.;

- compie l’esame delle persone imputate in un procedimento connesso ovvero delle persone imputate di un reato collegato a quello per cui si procede (art. 363 c.p.p.) purché assistite da un difensore;

- previo invio dell’informazione di garanzia, compie personalmente l’interrogatorio dell’indagato (art. 364 c.p.p.) al quale il difensore ha diritto di assistere. Il compimento dell’interrogatorio può anche essere delegato alla P.G.;

- previo invio dell’informazione di garanzia, dispone con decreto motivato l’ispezione delle persone, delle cose e dei luoghi sulle quali o nei quali ritenga di poter accertare le tracce e gli altri effetti materiali del reato previa notifica dell’invito a presentarsi (art. 364 c.p.p.). Il difensore ha il diritto di assistere al compimento di tale attività;

- previo invio dell’informazione di garanzia, compie il confronto dell’indagato con altri indagati o con le persone informate dei fatti o imputate in un procedimento connesso o di un reato collegato a quello per cui si procede quando tali soggetti abbiano reso dichiarazioni inconciliabili su circostanze importanti per l’accertamento del reato (art. 364 c.p.p.). Il difensore ha diritto di presenziare al compimento di tale attività che può anche essere delegata alla P.G.;

- riceve le dichiarazioni spontanee dell’indagato (art. 374 c.p.p.);

- dispone con decreto motivato la perquisizione personale "quando vi è fondato motivo di ritenere che taluno occulti sulla persona il corpo del reato o cose pertinenti al reato" o la perquisizione locale "quando vi è fondato motivo di ritenere che tali cose si trovino in un determinato luogo ovvero che in esso possa eseguirsi l’arresto dell’imputato o dell’evaso" (art. 247 c.p.p.). Il difensore ha facoltà di assistere al compimento dell’atto senza essere preavvisato. Tale attività può anche essere delegata alla P.G.;

- dispone con decreto motivato il sequestro probatorio del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti (art. 253 c.p.p.). Il difensore ha facoltà di assistere al compimento dell’atto senza essere preavvisato. Tale attività può anche essere delegata alla P.G.;

- per alcune ipotesi di reato compie personalmente l’intercettazione di conversazioni, comunicazioni telefoniche e altre forme di telecomunicazione, o può delegarne l’esecuzione alla P.G., previa autorizzazione da richiedere al G.I.P.. "Nei casi di urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave pregiudizio alle indagini" il P.M. dispone l’intercettazione con decreto motivato da comunicarsi non oltre 24 ore al G.I.P. che entro 48 ore decide sulla convalida con decreto motivato. In caso di mancata convalida "l’intercettazione non può essere proseguita e i risultati di essa non possono essere utilizzati" (art. 266 c.p.p.).

Tutti gli atti di indagine preliminare svolti dal P.M. devono essere documentati (art. 373 c.p.p.) ed inseriti nel fascicolo delle indagini secondo le seguenti modalità:

- redazione di un verbale di a) denunce, querele e istanze di procedimento presentate oralmente; b) interrogatori e confronti con la persona sottoposta alle indagini; c) ispezioni, perquisizioni e sequestri; d) sommarie informazioni assunte da persone informate dei fatti; d-bis) interrogatorio di persone imputate in un procedimento connesso o imputate di un reato collegato a quello per cui si procede; e) accertamenti tecnici non ripetibili.

- redazione di un verbale in forma riassuntiva per tutte le altre attività svolte;

- annotazione se si tratta di atti a contenuto semplice o di limitata rilevanza.

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