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Incidente probatorio

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Indice della guida
A cura di: Avv. Francesca Romanelli, Avv. Silvia Vagnoni e Avv. Enrico Leo

INCIDENTE PROBATORIO (artt. 392-404 c.p.p.): è un istituto che consente di anticipare rispetto al dibattimento la fase di formazione della prova e di collocarla durante le indagini preliminari. La tipologia di prove da assumere e le situazioni che permettono di ricorrere a tale strumento sono tassativamente elencate dall’art. 392 c.p.p.:

a) la testimonianza, quando vi è fondato motivo di ritenere che un testimone non potrà essere esaminato nel dibattimento per infermità/altro grave impedimento o che lo stesso sia esposto "a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro o di altra utilità affinché non deponga o deponga il falso";

b) l’esame dell’indagato su fatti concernenti la responsabilità di altri;

c) l’esame delle persone indagate di un reato connesso o collegato;

d) il confronto, quando vi sono persone che in altro incidente probatorio o al P.M. hanno reso dichiarazioni discordanti;

e) la perizia o l’esperimento giudiziale, quando la prova riguarda una persona, una cosa o un luogo il cui stato è soggetto a modificazione non evitabile;

f) la ricognizione, quando particolari ragioni di urgenza non consentono di rinviare l’atto al dibattimento.

La richiesta di incidente probatorio può essere formulata dal P.M., anche sollecitato dalla persona offesa, o dall’indagato al G.I.P. o al G.U.P. e deve contenere a pena di inammissibilità:

- la prova di cui si chiede l’assunzione, i fatti che ne costituiscono l’oggetto e le ragioni della sua rilevanza per la decisione dibattimentale;

- le persone nei confronti delle quali si procede per i fatti oggetto della prova;

- le circostanze che rendono la prova non rinviabile al dibattimento.

La richiesta deve essere depositata nella cancelleria del G.I.P., unitamente a eventuali cose o documenti, e notificata a cura di chi l’ha proposta al P.M. e alle persone nei confronti delle quali si procede per i fatti oggetto della prova i quali, entro 2 giorni, possono "presentare deduzioni sull’ammissibilità e sulla fondatezza della richiesta, depositare cose, produrre documenti nonché indicare altri fatti che debbano costituire oggetto della prova e altre persone interessate" (art. 396 c.p.p.).

Successivamente il giudice può pronunciare:

- ordinanza di accoglimento che deve indicare "a) l’oggetto della prova nei limiti della richiesta e delle deduzioni; b) le persone interessate all’assunzione della prova individuate sulla base della richiesta e delle deduzioni; c) la data dell’udienza" (art. 398 c.p.p.) che andrà comunicata insieme all’ora e al luogo in cui si procederà all’incidente probatorio al P.M. e notificata all’indagato, alla persona offesa e ai difensori almeno 2 giorni prima della data fissata;

- ordinanza di inammissibilità da comunicare immediatamente al P.M. e notificare alle persone interessate;

- ordinanza di rigetto da comunicare immediatamente al P.M. e notificare alle persone interessate.

L’udienza per l’incidente probatorio (art. 401 c.p.p.) si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del P.M. e del difensore dell’indagato. Ha altresì diritto di parteciparvi il difensore della persona offesa. L’indagato e la persona offesa hanno diritto di assistere all’incidente probatorio quando si deve esaminare un testimone o un’altra persona. Negli altri casi possono assistere previa autorizzazione del giudice. "Le prove sono assunte con le forme stabilite per il dibattimento. Il difensore della persona offesa può chiedere al giudice di rivolgere domande alle persone sottoposte ad esame. (…) Se l’assunzione della prova non si conclude nella medesima udienza, il giudice ne dispone il rinvio al giorno successivo non festivo, salvo che lo svolgimento delle attività di prova richieda un termine maggiore".

Una volta che le prove siano state assunte sono utilizzabili in dibattimento ma solo nei confronti degli imputati i cui difensori abbiano partecipato alla loro assunzione (art. 403 c.p.p.).

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