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Il giudizio abbreviato

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Guida di procedura penale
A cura di: Avv. Francesca Romanelli, Avv. Silvia Vagnoni e Avv. Enrico Leo

Il giudizio abbreviato (o rito abbreviato)

Il giudizio abbreviato è quel tipo di procedimento che si caratterizza per la mancanza della fase dibattimentale e la definizione del giudizio nella stessa udienza preliminare, allo stato degli atti, fatte salve alcune eccezioni (art. 438 c.p.p.).

La richiesta di questa speciale forma procedimentale può essere formulata solo dall’imputato, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, oralmente o per iscritto, e fino a che non siano formulate le conclusioni.

Il giudice è obbligato ad accoglierla e a celebrare il rito abbreviato.

Il beneficio che deriva per l’imputato dalla scelta del giudizio abbreviato è quello della riduzione di un terzo della pena che gli sarebbe altrimenti applicata.

Aspetti procedurali del rito abbreviato

L’art. 438 co. 5 c.p.p. prevede inoltre che l’imputato possa subordinare tale richiesta "ad un’integrazione probatoria, necessaria ai fini della decisione". In tal caso il giudice accoglie la richiesta qualora l’integrazione appaia necessaria e non contrastante con la finalità di economia processuale cui è diretto il rito speciale. Il PM potrà, in caso di accoglimento, chiedere l’ammissione della prova contraria.

In ogni caso, se l’istanza di rito abbreviato condizionato all’integrazione probatoria viene respinta, può essere riproposta fino alla formulazione delle conclusioni (art. 438 ult. co.c.p.p.).

Per il giudizio abbreviato si osservano, fatte salve alcune eccezioni e in quanto compatibili, le disposizioni previste per l’udienza preliminare e lo svolgimento avviene in camera di consiglio o, in pubblica udienza, qualora ne sia fatta richiesta da tutti gli imputati.

Al termine il giudice pronuncerà sentenza di assoluzione o sentenza di condanna e in quest’ultima ipotesi "la pena che il giudice determina, tenuto conto di tutte le circostanze è diminuita di un terzo (art. 442 co. 3).

L'appello della sentenza pronunciata a seguito del rito abbreviato

L'imputato non può appellare le sentenze di proscioglimento emesse a seguito di rito abbreviato ma può impugnarle il PM. Quanto alle sentenze di condanna (liberamente appellabili dall'imputato) il PM può proporre appello solo nel caso in cui sia stato modificato il titolo di reato.

Nel giudizio di appello (che si svolge in camera di consiglio secondo le regole di cui all'art. 599 del codice di procedura penale) è anche possibile un rinnovo dell'istruttoria. 


Il testo della norma: L' Art. 438 codice penale. Presupposti del giudizio abbreviato

1. L'imputato può chiedere che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti, salve le disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 441, comma 5.

2. La richiesta puó essere proposta, oralmente o per iscritto, fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli articoli 421 e 422.

3. La volontà dell'imputato è espressa personalmente o per mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione è autenticata nelle forme previste dall'articolo 583, comma 3.

4. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza con la quale dispone il giudizio abbreviato.

5. L'imputato, ferma restando la utilizzabilità ai fini della prova degli atti indicati nell'articolo 442, comma 1 bis, puó subordinare la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione. Il giudice dispone il giudizio abbreviato se l'integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini della decisione e compatibile con le finalità di economia processuale proprie del procedimento, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili. In tal caso il pubblico ministero può chiedere l'ammissione di prova contraria. Resta salva l'applicabilità dell'articolo 423.

6. In caso di rigetto ai sensi del comma 5, la richiesta può essere riproposta fino al termine previsto dal comma 2


Le massime della Cassazione

Cassazione penale Sezione III sentenza del 12/07/2016 n. 43242
Il giudice d'appello, qualora il primo grado si sia svolto con rito abbreviato non condizionato, non è tenuto alla rinnovazione dell'istruzione. Ma se riforma la sentenza di assoluzione di primo grado deve fornire una motivazione "rafforzata" ed è sua facoltà assumere d'ufficio ulteriori elementi probatori.


Cassazione penale Sezione II sentenza del 07/06/2016 n. 29912
Se l'imputato ha chiesto il giudizio abbreviato condizionato e l'istanza è stata rigettata dal G.I.P.  è possibile riproporre la richiesta di rito speciale, a diverse (o senza) condizioni e comunque non oltre il termine di cui all’art. 438 c.p.p., comma 2, secondo quanto previsto dal comma 6 della citata norma.

Cassazione penale Sezione VI sentenza del 13/05/2016 n. 20676
È nulla l'ordinanza con cui il giudice accoglie parzialmente la richiesta di integrazione probatoria posta come condizione dell'istanza di rito abbreviato.


Cassazione penale Sezione II sentenza del 10/02/2016 n. 10465
Se il processo si celebra con il rito abbreviato il giudice d'appello, a differenza di quanto avviene in primo grado, può disporre d'ufficio i mezzi di prova ritenuti assolutamente necessari per l'accertamento dei fatti secondo il disposto dell'art. 603, comma 3, c.p.p.. Le parti possono solo sollecitare i poteri di iniziativa probatoria che spettano al giudice di appello.


Cassazione penale Sezione I sentenza del 15/01/2016 n. 22136
In tema di rito abbreviato condizionato richiesto nell'ambito del giudizio immediato, la valutazione in ordine all'ammissibilità dell'istanza, quale antecedente necessario del decreto di fissazione dell'udienza, riguarda unicamente i requisiti formali della richiesta e, quindi la sua tempestività, la legittimazione del richiedente e la riferibilità all'intero processo a carico dell'imputato, restando demandata all'udienza ogni valutazione in ordine alla compatibilità della integrazione probatoria con il rito speciale.

Cassazione penale, Sezione IV, sentenza del 14/01/2016,  n. 3624

In tema di giudizio abbreviato condizionato, il giudice di appello deve valutare la legittimità del rigetto della richiesta presentata in primo grado dall'imputato, verificando, alla luce della prospettazione operata dal richiedente, la ricorrenza dei requisiti di novità e decisività della prova richiesta, secondo una valutazione "ex ante", in considerazione della situazione esistente al momento della valutazione negativa, provvedendo ad applicare la diminuente prevista per il rito solo se tale rigetto non risulti fondato. (Fattispecie in cui il ricorrente si era limitato a richiedere l'applicazione del rito abbreviato condizionato all'escussione della persona offesa, omettendo di indicare che la richiesta era diretta ad acquisire ulteriori elementi rispetto a quelli presenti in atti dai quali poter inferire una diversa qualificazione giuridica del fatto contestato).

Cassazione penale, sezione I sentenza del 24/09/2015, n. 43711 

In caso di richiesta di giudizio abbreviato incondizionato, proposta dall'imputato dopo la notificazione del decreto di giudizio immediato, il decreto di fissazione dell'udienza equivale all'ordinanza di giudizio abbreviato con conseguente irrevocabilità dell'istanza di definizione del processo nelle forme del rito speciale e cristallizzazione del materiale probatorio utilizzabile per la decisione, non più suscettibile di integrazione.

Vedi anche:

» Il Giudizio Abbreviato alla luce delle nuove decisioni giurisprudenziali (Avv. Oreste Maria Petrillo)
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