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Le condizioni di procedibilità (querela, istanza di procedimento etc...)

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Indice della guida
A cura di: Avv. Francesca Romanelli, Avv. Silvia Vagnoni e Avv. Enrico Leo

CONDIZIONI DI PROCEDIBILITÀ

Normalmente il P.M. esercita d’ufficio l’azione penale, tuttavia esistono dei casi eccezionali in cui l’esercizio dell’azione penale è subordinata all’esistenza di una delle seguenti condizioni di procedibilità:

- QUERELA (artt. 336-340 c.p.p.): è la dichiarazione facoltativa con la quale un soggetto, sia di persona che per mezzo di un procuratore speciale, manifesta la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato. Può essere presentata oralmente o per iscritto al P.M., ad un ufficiale di P.G. o ad un agente consolare all’estero non oltre il termine di tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato (art. 124 c.p.). Il diritto di querela, in quanto disponibile, può essere oggetto di rinuncia (art. 339 c.p.p.) e remissione (art. 340 c.p.p.).

- ISTANZA DI PROCEDIMENTO (art. 341 c.p.p.): è la dichiarazione facoltativa irrevocabile con la quale la persona offesa da un reato commesso all’estero, che se commesso in Italia sarebbe stato procedibile d’ufficio, chiede che il P.M. proceda per il reato stesso.

- RICHIESTA DI PROCEDIMENTO (art. 342 c.p.p.): è la dichiarazione discrezionale irrevocabile con la quale un organo pubblico estraneo all’organizzazione giudiziaria (ad es. Ministro della giustizia) manifesta la volontà che il P.M. proceda per un determinato reato.

- AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE (artt. 343-344 c.p.p.): è la dichiarazione discrezionale irrevocabile con la quale un organo pubblico estraneo all’organizzazione giudiziaria (Parlamento, Ministro della giustizia, Corte Costituzionale ecc.), su richiesta del P.M., consente l’esercizio della giurisdizione penale nei confronti di una determinata persona (ad es. un parlamentare) o in rapporto ad un determinato reato (ad es. reati ministeriali). Va richiesta se vi è stato arresto in flagranza immediatamente dopo questo e prima dell’udienza di convalida; negli altri casi entro 30 giorni dalla iscrizione della notizia di reato nel relativo registro.

La mancanza della condizione di procedibilità determina una serie di effetti:

1. il P.M. non deve esercitare l’azione penale ma chiedere l’archiviazione della notizia di reato;

2. all’esito dell’udienza preliminare il G.U.P. emette una sentenza di non luogo a procedere;

3. se il P.M. esercita comunque l’azione penale, il giudice in ogni stato e grado del processo, anche d’ufficio, dichiara con sentenza di non doversi procedere.

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