L'esdebitazione

L'esdebitazione è l'istituto giuridico, regolato nel capo IX, dagli artt. 142 e seguenti della L.F., introdotto dalla riforma del 2006 in luogo della precedente disciplina sulla “riabilitazione”, che consente al fallito di liberarsi dei debiti non soddisfatti, una volta che la procedura fallimentare si è conclusa. 

Tale beneficio si sostanzia in una dichiarazione di inesigibilità dei crediti che non hanno trovato soddisfazione nell'ambito della procedura concorsuale ed è concesso solo agli imprenditori individuali o ai soci illimitatamente responsabili delle società personali.

L'art. 142 L.F. definisce, innanzitutto, quali sono i presupposti perché un imprenditore possa beneficiare dell'esdebitazione:

1. deve aver collaborato con gli organi della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile all'accertamento del passivo, al fine di agevolare lo svolgimento proficuo delle operazioni;

2. non deve aver ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura;

3. non deve aver violato le disposizioni di cui all'art. 48 L.F., relative agli obblighi di consegna al curatore della corrispondenza del fallito, riguardante i rapporti patrimoniali compresi nel fallimento;

4. non deve avere già beneficiato dell'istituto dell'esdebitazione negli ultimi 10 anni;

5. non deve aver distratto l'attivo o aver esposto passività insussistenti così come non deve aver cagionato o aggravato il dissesto finanziario rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari ovvero fatto ricorso abusivo al credito;

6. non deve essere stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per altri delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio o compiuti in connessione con l'esercizio dell'attività di impresa, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione.

Il secondo comma dell'art. 142 statuisce che non è possibile beneficiare dell'istituto dell'esdebitazione nel caso in cui non si siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori concorsuali. 

Naturalmente non tutti i debiti possono considerarsi estinti a seguito dell'esdebitazione. A norma del successivo comma 3, restano fermi, infatti, gli eventuali obblighi di versare l'assegno di mantenimento oppure di corrispondere gli alimenti e in ogni caso le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all'esercizio dell'impresa. Restano anche esclusi dalla esdebitazione i debiti per il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonché le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.

L'esdebitazione, inoltre, non fa venir meno i diritti vantati dai creditori nei confronti di eventuali coobbligati, fideiussori del debitore o degli obbligati in via di regresso.

Il procedimento per la esdebitazione

Il procedimento per la esdebitazione è regolato dall'art. 143 della Legge Fallimentare. Secondo la norma, lo stesso tribunale, con il decreto di chiusura del fallimento, o il fallito con ricorso presentato entro l'anno successivo dalla stessa, verificata la presenza delle condizioni stabilite dall'art. 142 e tenuto conto altresì dei comportamenti collaborativi dello stesso fallito, dopo aver sentito il curatore e il comitato dei creditori, dichiara inesigibili nei confronti del debitore già dichiarato fallito i debiti concorsuali non soddisfatti integralmente.

Il ricorso e il decreto del tribunale vanno comunicati dal curatore ai creditori a mezzo posta elettronica certificata.

Avverso il decreto che provvede sul ricorso, è proponibile, da parte dei creditori non integralmente soddisfatti, dal pubblico ministero, da qualunque interessato nonché dallo stesso debitore, reclamo a norma dell'art. 26, entro dieci giorni dalla comunicazione o dalla notifica, dinanzi alla corte d'appello che provvederà in camera di consiglio.

L'art. 144 L.F. dispone, infine, che il decreto di accoglimento della domanda di esdebitazione “produce effetti anche nei confronti dei creditori anteriori all'apertura della procedura di liquidazione che non hanno presentato la domanda di ammissione al passivo”. In tal caso, l'esdebitazione opera per la sola eccedenza alla percentuale attribuita nel concorso ai creditori di pari grado.

Seguici:
Print Friendly and PDF
Arricchisci questa guida con un tuo commento:
blog comments powered by Disqus
bottone newsletter Icona Facebook Icona Rss Icona Google plus Icona twitter Icona linkedin