Il comitato dei creditori

A differenza della precedente normativa, in vigenza della quale il comitato dei creditori era chiamato ad esprimere, sostanzialmente, il proprio parere, nei casi obbligatori e comunque previa istanza del curatore, il legislatore del 2006 ha affidato, invece, a tale organo funzioni ben più rilevanti, ampliandone le competenze e la partecipazione nell'ambito della procedura fallimentare e rendendolo dotato di maggiore autonomia operativa.

Sulla base del disposto dell'art. 41 L.F., novellato dal d.lgs. n. 5/2006 e dal d. lgs. n. 169/2007, il comitato dei creditori è tenuto a vigilare sull'operato del curatore, ad autorizzarne gli atti e ad esprimere pareri nei casi previsti dalla legge, ovvero su richiesta del tribunale o del giudice delegato, motivando, seppur succintamente, le proprie deliberazioni.

Il comitato ed ogni suo componente inoltre, secondo il 5° comma dell'art. 41, possono ispezionare in qualunque tempo le scritture contabili e gli atti della procedura, avendo diritto di chiedere notizie e chiarimenti sia al curatore che al fallito.

In ordine alla nomina del comitato, lo stesso, secondo l'art. 40 L.F., è nominato dal giudice delegato entro trenta giorni dalla sentenza di fallimento, sulla base delle risultanze documentali, sentiti il curatore e i creditori che, con la domanda di ammissione al passivo o precedentemente, hanno dato la disponibilità ad assumere l'incarico ovvero hanno segnalato altri nominativi.

Il comitato è composto di tre o cinque membri scelti tra i creditori, secondo le modalità indicate nell'art. 40, e, comunque, “in modo da rappresentare in misura equilibrata quantità e qualità dei crediti ed avuto riguardo alla possibilità di soddisfacimento dei crediti stessi”.

Gli stessi membri del comitato, entro dieci giorni dalla nomina, provvedono a nominare, a maggioranza e su convocazione del curatore, il proprio presidente. Ciascun componente, inoltre, può delegare in tutto o in parte, l'espletamento delle proprie funzioni ad uno dei soggetti aventi i requisiti indicati nell'art. 28, ovvero i medesimi requisiti richiesti per la nomina di curatore, previa comunicazione al giudice delegato.

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