Aspetti fiscali della donazione

È interessante accennare alle rilevanti novità introdotte in materia fiscale dal decreto legge del 3 ottobre 2006 n. 262, come modificato in sede di conversione dalla legge n. 286/2006. Una delle disposizioni più importanti è l'art. 6 del decreto citato, il quale ha modificato sensibilmente la disciplina relativa alle imposte ipotecaria, catastale e di registro sui trasferimenti di beni e di diritti in caso di donazione. Oltre alle innovazioni apportate alle regole fiscali in materia successoria dai medesimi provvedimenti del 2006, con riferimento alla donazione è da evidenziare una differenza degna di nota: qualora la donazione sia disposta a favore del coniuge o dei parenti in linea retta non si applicherà l'imposta di registro, ma solo quelle ipotecaria e catastale (nella misura fissa di 168,00 euro) fino al valore di 180mila euro (con una franchigia minore, dunque, rispetto alle successioni), a condizione che il donatario abbia i requisiti per usufruire della c.d. "agevolazione per la prima casa". Oltre il valore di 180mila euro, nelle fattispecie descritte, la donazione è soggetta alle imposte ipotecaria e catastale, sempre rispettivamente nella misura del 3 e 1 per cento. Allorché, invece, il coniuge o i parenti in linea retta donatari non abbiano i requisiti necessari per rientrare nella disciplina di favor dettata per la "prima casa", tali imposte si applicano con le stesse aliquote ma all'intero valore dell'immobile. Analogamente, si applicano le imposte (secondo le aliquote determinate dalla legge, variabili dal 4 all'8 percento), per le donazioni ai soggetti beneficiari legati da vincoli di parentela di secondo grado o affinità.
Per determinati tipi di donazioni, sono previsti inoltre trattamenti fiscali particolari (come, ad esempio, quelli stabiliti dalla normativa in materia di "patto di famiglia", istituto introdotto al fine di agevolare il passaggio generazionale delle aziende), nonché riduzioni ed esenzioni per le donazioni effettuate a favore di soggetti diversi da persone fisiche (tra cui lo Stato, le Regioni, le province e i comuni, ma anche gli enti, le fondazioni e le associazioni legalmente riconosciute) che operano esclusivamente nei settori dell'assistenza, della ricerca scientifica, dell'educazione, dell'istruzione, alle organizzazioni non profit o con finalità di pubblica utilità, ovvero ad enti religiosi e partiti politici.
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