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- La nozione di contratto
- Le varie tecniche di perfezionamento del contratto
- Lo schema base di conclusione del contratto
- I requisiti del contratto e la sua nullità |
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- La caparra, la clausola penale e istituti simili nel contratto |
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La nozione di contratto
Secondo quanto disposto dall’art. 1321 del codice civile, il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere fra loro un rapporto giuridico patrimoniale. Le caratteristiche che risaltano immediatamente dalla definizione, tali da distinguere il negozio bilaterale (o anche multilaterale se i soggetti stipulanti sono più di due) in commento rispetto ad altri negozi giuridici, sono, appunto, l’accordo di due o più parti, che rappresenta, come vedremo, uno degli elementi essenziali del contratto (cfr. art. 1325 c.c.) e la necessaria patrimonialità, ossia l’idoneità ad essere suscettibile di valutazione economica dell’oggetto del contratto. Autorevole dottrina osserva che l’istituto di cui trattasi, in definitiva, è il frutto di un incontro di volontà dirette a risolvere preventivamente il potenziale conflitto d'interesse che soggiace a ogni negoziazione, predisponendo delle regole, che i contraenti si impegnano a rispettare, aventi la funzione di disciplinare il rapporto sottostante con una autorevolezza talmente elevata da essere equiparata, quanto a “forza”, alla legge stessa, anche se limitatamente alle parti coinvolte (cfr. 1372, comma 1 c.c.).
Il codice civile individua, rispettivamente al titolo II e al titolo III del libro IV (rubricato “Delle obbligazioni”), innanzitutto il complesso delle disposizioni cui sono sottoposti tutti i contratti, a prescindere dalla loro riconducibilità a figure legislativamente predefinite (cfr. art. 1323 c.c.) e, subito dopo, l’insieme delle norme applicabili solo ai contratti (c.d. “tipici”, proprio perché la loro disciplina è dettata in modo puntuale dalla legge) di volta in volta presi in considerazione, nei vari capi che compongono il titolo terzo.
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