Cittadinanza italiana: chi ne ha diritto e come si ottiene

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In alcuni casi l'acquisizione è automatica, in altri è necessaria un'espressa richiesta. Vediamo quali sono le diverse ipotesi e come presentare la domanda

La Cittadinanza italiana

di Valeria Zeppilli – La cittadinanza italiana si ottiene, in via generale, secondo il principio dello ius sanguinis, ovverosia per il fatto di essere figli di almeno un genitore italiano. Non mancano, tuttavia, casi in cui è possibile ottenerla sulla base di presupposti diversi e dietro espressa richiesta.

Vediamo tutte le varie ipotesi contemplate dal nostro ordinamento, disciplinate quasi integralmente dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91.

In questa pagina: La cittadinanza italiana - premesse | La cittadinanza automatica | La cittadinanza per discendenza | La cittadinanza per matrimonio | La cittadinanza per residenza | La cittadinanza per beneficio di legge o per meriti speciali | La cittadinanza e leggi speciali | L'invio della domanda

Cittadinanza automatica

Il principio fondamentale è quello per il quale ottiene automaticamente la cittadinanza italiana, oltre che chi ha la madre e/o il padre italiano, anche chi nasce nel territorio dello Stato italiano da genitori che sono ignoti o apolidi. La ottiene anche chi nasce in Italia da genitori che provengono da Stati esteri in cui non è prevista la trasmissione, in tali casi, della cittadinanza.

Acquista, poi, automaticamente la cittadinanza del nostro paese il minore straniero che è adottato da un cittadino italiano.

Infine, l'acquisizione della cittadinanza italiana è automatica in caso di riconoscimento di maternità o di paternità da parte di un italiano o anche a seguito di dichiarazione giudiziale di filiazione o di naturalizzazione del genitore convivente, avvenute durante la minore età del soggetto interessato.

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Cittadinanza per discendenza

Un'ulteriore modalità per ottenere la cittadinanza è quella per discendenza da un soggetto, originariamente cittadino italiano, emigrato in un paese in cui vige lo ius soli.

In tal caso è necessario dimostrare di discendere dal soggetto originariamente cittadino italiano (senza limiti di generazioni) e che non vi sono interruzioni nella trasmissione della cittadinanza (come potrebbe avvenire, ad esempio, in caso di naturalizzazione straniera dell'ascendente).

La richiesta va presentata all'ufficio consolare nell'ambito della cui circoscrizione risiede lo straniero che voglia acquisire la cittadinanza italiana.

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Cittadinanza per matrimonio

La cittadinanza italiana può essere poi acquistata a seguito di matrimonio con cittadino italiano.

Se i coniugi risiedono all'estero sono necessari 3 anni, altrimenti ne bastano 2. In ogni caso in presenza di figli i termini si dimezzano.

La domanda, dal 1° agosto 2015, va necessariamente presentata avvalendosi dei canali telematici.

Sono competenti a emanare i decreti di concessione della cittadinanza il prefetto (per le domande presentate dallo straniero che risiede in Italia) e il capo del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione (se lo straniero risiede all'estero). Se sussistono ragioni inerenti la sicurezza della Repubblica, infine, la competenza è in ogni caso del Ministro dell'interno.

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Cittadinanza per residenza

La cittadinanza italiana può essere concessa su richiesta anche in caso di residenza dello straniero protratta per un determinato periodo.

Tale periodo, per gli stranieri non comunitari, è in generale di dieci anni. Tuttavia, numerosissime sono le eccezioni.

In particolare, per gli stranieri che hanno il padre, la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado che siano stati italiani per nascita, così come per gli stranieri nati in Italia e che risiedono nel territorio della Repubblica il periodo è triennale.

Ai cittadini dell'Unione Europea, invece, bastano 4 anni, mentre agli stranieri maggiorenni adottati e a coloro ai quali sia stato riconosciuto lo status di apolide o rifugiato politico servono 5 anni.

In ogni caso, se lo straniero ha prestato servizio all'estero per lo Stato italiano si prescinde dalla residenza.

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Cittadinanza per beneficio di legge o per meriti speciali

Lo status di cittadino italiano può acquistarsi anche per cd. beneficio di legge.

I casi in cui ciò avviene sono, innanzitutto, quelli in cui il soggetto sia discendente in linea retta fino al secondo grado da cittadino italiano per nascita e sia in possesso di determinati requisiti.

In particolare, egli deve aver prestato il servizio militare nelle forze armate e aver dichiarato di voler acquisire la cittadinanza italiana, oppure deve essere svolto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato italiano e aver dichiarato di voler acquisire la cittadinanza italiana, o, infine, deve essere legalmente residente in Italia da almeno due anni al raggiungimento dei 18 anni e aver dichiarato di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento della maggiore età.

È possibile l'acquisto della cittadinanza per beneficio di legge anche da parte dei soggetti nati nel territorio italiano e ivi residenti legalmente e ininterrottamente fino al compimento dei 18 anni, anche in questo caso con dichiarazione di voler acquistare la cittadinanza entro un anno dal compimento della maggiore età.

Infine, possono acquistare la cittadinanza per beneficio di legge anche i maggiorenni che siano stati dichiarati giudizialmente o riconosciuti quali figli di genitori italiani, che abbiano dichiarato l'elezione della cittadinanza italiana entro un anno dalla dichiarazione o dal riconoscimento.

La cittadinanza per meriti speciali, invece, è concessa agli stranieri che hanno reso servizi eminenti all'Italia o quando vi sia un interesse eccezionale dello Stato.

La concessione è fatta con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro degli affari esteri.

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Cittadinanza e leggi speciali

Alcune leggi speciali, infine, regolano ulteriori particolari casi di acquisizione della cittadinanza italiana.

Ci si riferisce, in particolare, alla legge n. 379/2000, relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana a favore delle persone nate e che risiedevano nell'ex Impero austro-ungarico e ai loro discendenti, e alla legge n. 124/2006, relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana ai connazionali dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia e ai loro discendenti.

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Invio della domanda

Già dal maggio del 2015 è possibile inviare la domanda attreverso una procedura informatica, seguendo le istruzioni che il ministero dell'interno ha messo a disposizione in questa pagina:
interno.gov.it/it/temi/[...]invia-tua-domanda
Vedi anche la sezione per l'inoltro telematico nel sito del Ministero
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