La storia delle carte di pagamento

Il concetto di carta di credito nacque nel diciottesimo secolo, quando un mercante di mobili decise di concedere il pagamento rateizzato a chi non poteva permettersi di acquistare i suoi prodotti con un unico versamento di denaro.

Questo sistema di credito prese piede e continuò ad essere utilizzato per tutto il diciannovesimo secolo.

All'inizio del XX secolo si cominciarono ad utilizzare i primi titoli di credito. Oltre al pagamento con i contanti, era possibile esibire il proprio titolo di credito, stampato su fogli di carta filigranata per la verifica d'autenticità, per poter acquistare in uffici o negozi convenzionati.

Ma la vera svolta si ebbe sempre all'inizio del secolo scorso quando, nel 1914, la Western Union introdusse la prima carta metallica, che dava la possibilità ai suoi clienti di pagare i servizi dell'azienda stessa in modo dilazionato. Nel giro di pochi anni, altre aziende come la General Petroleum Company e la AT&T emisero le loro carte metalliche per il pagamento dei rispettivi servizi: quelli automobilistici per la General Petroleum Company e quelli telefonici per la AT&T.

Fino agli anni della seconda guerra mondiale, il sistema di credito non prevedeva il pagamento di alcun interesse: al titolare di una carta metallica, o di un titolo di credito, bastava versare il denaro sufficiente a coprire il prezzo totale del bene o il servizio acquistato.

Ma è con il boom economico del dopo guerra, nella seconda metà degli anni '40, che le banche americane cominciarono a concepire l'idea delle carte di pagamento così come le conosciamo noi oggi. Carte personali, che consentissero facilmente ai cittadini di acquistare qualsiasi prodotto anche senza denaro contante e che garantissero un pratico e veloce ritorno di soldi al venditore pagato tramite carta.

Il circuito doveva essere snello ed avrebbe coinvolto tre soggetti: l'azienda che erogava la carta, il titolare della carta ed il negozio/l'ufficio che vendeva il bene o servizio. Richiedere e divenire possessore di una carta di credito avrebbe dovuto essere semplice: il richiedente doveva pagare una quota annuale e doveva impegnarsi a rimborsare l'importo del prodotto acquistato secondo scadenze prefissate all'azienda erogante, che a sua volta avrebbe assicurato il pagamento anticipato dei conti dei prodotti acquistati mediante la sua carta di credito ai negozi e agli uffici convenzionati.

Nel 1949 nacque la Diners Club, costituita da un gruppo di colleghi di affari in grado di garantire la liquidità delle spese effettuate dai soci del club. Inizialmente, le carte di credito plastificate erano destinate principalmente a businessman e manager ed erano considerate un mezzo di pagamento elitario. La Diners Club Inc. permetteva ai suoi soci di rimborsare il prezzo dei beni o servizi acquistati anche dopo due mesi.

Nel 1951, invece, vennero emesse dalla Franklin National Bank di New York le prime carte di credito bancarie: schede in plastica su cui venivano fatti incidere i dati del titolare, che le rendevano assolutamente personali e nominali. La Franklin National Bank chiamò la sua carta di credito “Charge-it Card”.

Una volta compreso il reale potenziale delle carte di credito anche le altre banche si diedero da fare per far uscire sul mercato la propria carta.

Nel 1958 la Bank of America ideò l'American Express, che, inizialmente, poteva solo essere utilizzata in California; nello stesso anno la Bank of America creò la prima carta di credito revolving, chiamata “Bankamericard”. I possessori della Bankamericard potevano decidere se estinguere il proprio debito con la banca con un unico pagamento oppure a rate corrispondendo una quota di interessi alla banca.

A fronte del successo ottenuto dalla Bankamericard come strumento di pagamento, la Bank of America concesse la licenza per l'emissione delle proprie carte di credito ad altre banche, e nel 1966 quattordici banche della California fondarono un'associazione per la regolamentazione e lo scambio di informazioni sugli acquisti effettuati tramite carta di credito. L'associazione prese il nome di “Interlink”.

Sempre in California, nel 1968, quattro banche crearono la carta MasterCharge allo scopo di competere con Bankamericard. Alla fine degli anni Sessanta, infatti, l'utilizzo delle carte di credito coinvolgeva anche il ceto medio e non veniva più considerato uno strumento di pagamento elitario.

Agli inizi degli anni Settanta la maggior parte delle carte di credito indipendenti esistenti vennero acquisite dai due circuiti principali: Bankamericard o MasterCharge. Iniziò, quindi, il percorso di internazionalizzazione: Bankamericard cambiò il suo nome in VISA e creò due circuiti distinti “Visa USA” e “Visa International”; mentre, MasterCharge modificò il suo nome in MasterCard.

Verso la fine degli anni Settanta, tutte le carte di credito vennero munite di banda magnetica. Questa innovazione consentì un ulteriore incremento di transazioni effettuate tramite carte di credito, in quanto: facilitò l'operazione di riconoscimento delle carte da parte dei commercianti e, di conseguenza, permise un aumento del numero di negozi disposti ad accettare questo tipo di pagamento.

Il mercato italiano delle carte di credito ha seguito la lenta crescita economica del Paese e si è scontrato con una certa ostilità culturale nei confronti dei pagamenti alternativi al denaro contante ed agli assegni.

In Italia la prima carta di credito fece la sua comparsa nel 1958 ed apparteneva al gruppo Diners Club.

Alla fine degli anni Sessanta anche Bankamericard, American Express e Amex entrarono nel mercato italiano.

Inizialmente, comunque, le carte di credito venivano usate principalmente da stranieri, che venivano in Italia per motivi turistici o di business, e da italiani appartenenti ad un'alta classe sociale.

Fino alla metà degli anni Ottanta le carte di credito presenti sul mercato italiano appartenevano ad associazioni e banche statunitensi. E' solo dal 1986, anno di nascita dei Servizi Interbancari (SI) in Italia, che il sistema interbancario italiano entra a far parte del mercato delle carte di credito. Servizi Interbancari diventò poi CartaSI S.p.a. raggiungendo in poco tempo i vertici del mercato interno principalmente grazie al numero di banche aderenti ed alla diversità delle carte e dei servizi offerti, in grado di soddisfare le più disparate esigenze (attualmente CartaSI S.p.a. è ancora la carta principale in Italia, con un costante aumento del numero dei titolari).

Gli anni Novanta sono caratterizzati dall'accettazione della carta di credito da parte della maggioranza degli esercenti italiani e della diffusione del suo utilizzo anche dal popolo italiano appartenente ad un ceto medio.

Oggi in Italia, come nel resto del mondo, le carte di credito sono di uso comune. I cinque principali circuiti internazionali sono:

  • Diners Club;
  • Visa International;
  • American Express;
  • Mastercard;
  • Discover.
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