Indice della guida di diritto amministrativo
A cura di Maria Luisa Foti
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La risarcibilità dell’interesse legittimo
Con la sentenza del 1999 delle Sezioni Unite della Cassazione,
è stato definitivamente superato il limite dogmatico dell’impossibilità del
risarcimento dell’interesse legittimo, tesi fondata sull’idea negativa della
tutela in sede acquiliana degli interessi legittimi. Inizialmente, il giudice
amministrativo poteva annullare l’atto illegittimo ma non poteva pronunciare una
sentenza di condanna sul risarcimento del danno. Il giudice ordinario invece
poteva pronunciare sentenza di condanna per il risarcimento del danno ma poteva
annullare l’atto illegittimo. A livello sostanziale, l’art.2043 veniva
interpretato nel senso che solo la lesione di un diritto soggettivo e non di un
interesse legittimo poteva causare un danno ingiusto. Contro questa lettura
restrittiva si era schierata quasi tutta la dottrina e nel corso degli anni vi
sono stati interventi legislativi che prevedevano la risarcibilità
dell’interesse legittimo, come ad esempio l’art.17 della legge 59/1997 e il
d.lgs. 80/1998 in cui veniva previsto per il giudice amministrativo il potere di
disporre il risarcimento del danno. Inoltre anche la legislazione comunitaria
tutela questa situazione soggettiva ed è sempre stata contraria alla distinzione
tra interesse legittimo e diritto soggettivo che fa il nostro ordinamento e la
minor tutela che questa situazione soggettiva ha sempre ricevuto. Questa è la
situazione che ha fatto da contorno all’emanazione della storica sentenza che ha
ammesso che la tutela risarcitoria doveva essere assicurata in relazione
all’ingiustizia del danno, ingiustizia che può considerasi sia in riferimento
all’interesse legittimo che in riferimento all’interesse soggettivo. La sentenza
ha praticamente affermato che la lesione di un interesse giuridico rientra nella
generale previsione di cui all’art.2043. La Corte si occupa inoltre di dare una
definizione all’interesse legittimo, definendolo quella "posizione giuridica
individuale che conferisce al suo titolare una posizione di vantaggio in
riferimento ad un bene della vita oggetto di un provvedimento amministrativo e
consistente nell’attribuzione a tale soggetto di poteri idonei ad influire sul
corretto esercizio del potere, in modo da rendere possibile la realizzazione
dell’interesse al bene. In altri termini, - si legge ancora dalla sentenza -
l'interesse legittimo emerge nel momento in cui l'interesse del privato ad
ottenere o a conservare un bene della vita viene a confronto con il potere
amministrativo, e cioè con il potere della P.A. di soddisfare l'interesse (con
provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dell'istante),o di sacrificarlo
(con provvedimenti ablatori)".