La competenza in diritto amministrativo

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A cura di Maria Luisa Foti
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La competenza in diritto amministrativo

Per competenza di un organo si intende il complesso di poteri e di funzioni che esso esercita per legge per il perseguimento di fini pubblici. Essa ha anche una funzione delimitativa, individuando la misura delle attribuzioni spettanti all’organo.

Il principio della competenza è contemplato nell’art.97 della Costituzione, in cui è previsto che "i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge" per assicurare buon andamento e imparzialità della P.A. Inoltre, lo stesso articolo, al secondo comma prevede che "nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari", in cui viene ribadito che la competenza deve essere determinata sempre per legge. La competenza trova la sua ragion d’essere nel principio di "buona amministrazione" che mira a realizzare l’efficienza e la specializzazione nell’attività amministrativa.

La competenza viene divisa in tre categorie:

competenza per materia: si ha una ripartizione della competenza in base ai singoli compiti; vengono così a formarsi vari settori all’interno della p.a., ciascuno con un compito particolare (per esempio, l’attribuzione dei compiti ai vari Ministeri).

competenza per territorio: questa ripartizione della competenza presuppone un’identità di competenza per materia e comporta all’interno di uno stesso ramo dell’amministrazione la ripartizione delle attribuzioni con riferimento all’ambito territoriale di un dato organo.

competenza per grado: questa competenza presuppone identità di competenza per materia e per territorio. Si pone nell’ambito di uno stesso ramo dell’amministrazione e assume la forma di una piramide al cui vertice vi è un Ministro.

Trasferimento dell’esercizio di competenza:

la competenza è in generale, inderogabile. Tuttavia esistono istituti che, pur non trasferendo la titolarità della competenza, permettono attraverso provvedimenti dell’autorità amministrativa e nei casi espressamente previsti dalla legge lo spostamento dell’esercizio della competenza.

Avocazione: istituto che permette all’organo gerarchicamente superiore l’avocazione dell’affare per cui sarebbe competente l’organo gerarchicamente inferiore. Presupposto indefettibile è il rapporto gerarchico tra i due organi.

Delega: nei casi previsti dalla legge, questo istituto, permette il trasferimento dell’esercizio del potere di un soggetto ad un altro soggetto amministrativo. Deve essere sempre conferita per iscritto.

Sostituzione: in un rapporto gerarchico, l’organo gerarchicamente superiore, in caso di inerzia ingiustificata dell’organo inferiore, si sostituisce ad esso nel compiere un atto vincolato.

Il difetto di competenza può determinare:

Incompetenza assoluta: L’incompetenza assoluta, da cui discende la nullità dell’atto, si determina quando l’organo amministrativo emana un atto in una materia sottratta alla competenza amministrativa e riservata ad un altro potere dello Stato. È questo il caso dello straripamento di potere. Si ha anche quando l’organo amministrativo emana un atto riservato alla competenza di un settore dell’amministrazione completamente diverso. Questo è il caso del difetto di attribuzione. Infine quando l’organo amministrativo emana un atto relativo ad un oggetto che si trova nella circoscrizione territoriale di un altro organo amministrativo.

Incompetenza relativa: determina l’illegittimità dell’atto amministrativo, e quindi la sua annullabilità, si realizza quando la violazione della norma che individua il quantum di funzioni spettanti all’organo è compiuta da un soggetto nei confronti dell’altro soggetto appartenente allo stesso ramo dell’amministrazione.

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