Il silenzio amministrativo

Seguici su Facebook e su G. Plus
Indice della guida
Indice della guida di diritto amministrativo
A cura di Maria Luisa Foti
Modifica questa guida

Il silenzio amministrativo

Esiste in dottrina un problema di qualificazione giuridica del silenzio della pubblica amministrazione. La l.241/1990 all’art.2, ha previsto l’obbligo per la P.A. di concludere il procedimento mediante l’adozione di provvedimento espresso. Questo può essere definito il cd diritto alla conclusione del procedimento. Ci sono però casi in cui al silenzio vengono collegate determinate conseguenze. IN generale, si può affermare però che la regola generale è costituita dal silenzio-assenso, potendosi le altre tipologie di silenzio configurarsi quali eccezioni alla regola generale. Abbiamo varie tipologie di silenzio:

Il silenzio-assenso: si ha quando la legge attribuisce al silenzio valore di accoglimento dell’istanza. Secondo quanto previsto dall’art.20, co.1, l.241/1990, "nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2" e cioè non indice una conferenza dei servizi, "entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al comma 1,(…) anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei controinteressati".

Il silenzio-diniego: quando la legge collega all’inerzia della P.A. il significato di un diniego dell’istanza, ci troveremo nel caso di silenzio-diniego. Ci sono pochi esempi, nel nostro ordinamento da ricollegare a questa fattispecie. Ad esempio, l’art.53, co.10 del d.lgs.165/2001, prevede che l’autorizzazione richiesta da dipendenti pubblici "deve essere richiesta all'amministrazione di appartenenza del dipendente dai soggetti pubblici o privati, che intendono conferire l'incarico (…). In tal caso il termine per provvedere è per l'amministrazione di appartenenza di 45 giorni (…) Decorso il termine per provvedere, l'autorizzazione (…) si intende definitivamente negata"

Il silenzio-devolutivo: si configura quando il silenzio di una pubblica amministrazione determina l’attribuzione della competenza ad un’altra autorità. Secondo quanto prevede l’art.17, co.1, l.241/1990, infatti "ove per diposizione espresse di legge o di regolamento sia previsto che per l'adozione di un provvedimento debbano essere preventivamente acquisite le valutazioni tecniche di organi od enti appositi e tali organi ed enti non provvedano o non rappresentino esigenze istruttorie di competenza dell'amministrazione procedente nei termini prefissati dalla disposizione stessa o, in mancanza, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, il responsabile del procedimento deve chiedere le suddette valutazioni tecniche ad altri organi dell'amministrazione pubblica o ad enti pubblici che siano dotati di qualificazione e capacità tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari" questa regola non si applica in caso di valutazioni che debbano essere prodotte da amministrazioni alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini.

Il silenzio-inadempimento: si ha in tutte quelle ipotesi in cui, nonostante la richiesta di provvedimento, la P.A. abbia omesso di provvedere e la legge non contenga nessuna indicazione da attribuire al silenzio dell’amministrazione. Si tratta di situazioni in cui la P.A. ometta di provvedere a conclusione di provvedimenti concernenti il patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente e la difesa nazionale, la pubblica sicurezza, l’immigrazione, la salute e la pubblica incolumità, nel caso in cui la normativa europea imponga di adottare un provvedimento espresso e in relazione a quei procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della funzione pubblica, di concerto con i ministri competenti.

Il silenzio-facoltativo: è un tipo di silenzio a carattere procedimentale. Si configura in tutte quelle ipotesi in cui sia richiesto un parere di tipo facoltativo. Trascorso il termine per emettere il parere, l’amministrazione potrà andare avanti con gli atti successivi senza attendere più l’atto facoltativo.

Altri articoli in materia di silenzio della PA:

» Consiglio di Stato: ricorsi contro il Silenzio della Pubblica Amministrazione – limiti alle decisioni del Giudice Amministrativo - Gerolamo Taras - 08/08/14

» Riparto della Giurisdizione in materia di procedure concorsuali – Conseguenze sui ricorsi contro il silenzio inadempimento. - Gerolamo Taras - 07/07/14

» Inammissibilità del ricorso collettivo contro il Silenzio – Inadempimento della Pubblica Amministrazione - Gerolamo Taras - 22/06/14

» Permesso in sanatoria: il silenzio-diniego fa tornare efficace l'ordine di demolizione - Emanuele Mascolo - 13/05/14

» Termine decadenziale di trenta giorni per l’ impugnativa del silenzio rigetto - Gerolamo Taras - 06/05/14

» Illegittimità del silenzio inadempimento della Pubblica Amministrazione - Gerolamo Taras - 09/04/14

» Il silenzio assenso prima e dopo la legge 14 maggio 2005 n. 80 - Gerolamo Taras - 21/09/13

» Permesso di costruire: il silenzio-assenso non opera in presenza di “vincoli” alla cui tutela è preposto un soggetto diverso dal Comune - Luigi Del Giudice - 05/07/13

» Il 'Silenzio inadempimento' da parte della Pubblica Amministrazione - Gilda Summaria - 17/04/13

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
Arricchisci questa guida con un tuo commento:
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss