ESAME AVVOCATO. CONSIGLI PRATICI PER LA PROVA SCRITTA

CONSIGLI PRATICI PER LO SVOLGIMENTO DELLA PROVA SCRITTA
Guida all'esame da avvocato
A cura di: Avv. Tatiana Traini

Informazioni preliminari

Cominciamo con alcune informazioni di carattere preliminare. Dobbiamo sapere, in primo luogo in cosa consiste la prova scritta e come essa viene articolata.

La prova scritta dell'esame di avvocato consiste nella redazione di 3 elaborati scritti suddivisi in 3 giorni.

Il primo giorno verrà richiesto al candidato di redigere un parere scritto in materia di Diritto Civile da scegliersi tra due diversi titoli.

Il secondo giorno verrà richiesto al candidato di redigere un parere scritto in materia di Diritto Penale da scegliersi tra due diversi titoli.

Il terzo giorno il candidato dovrà infine redigere un atto giudiziario a scelta tra uno in materia di Diritto Civile, uno in materia di Diritto Penale e uno in materia di Diritto Amministrativo.

CONSIGLI GENERALI PER LA REDAZIONE DEL "PARERE".

Il parere non deve certo spaventare. Esso consiste in un "consiglio" che un potenziale cliente richiede al proprio avvocato di fiducia relativamente ad una questione giuridica da risolvere in maniera adeguata. Il candidato dunque, dovrà immedesimarsi nella veste dell'avvocato e cercare di risolvere la questione giuridica proposta, adattando quelli che sono i principi generali che regolano la materia, al caso specifico. Nel dare risposta al quesito si dovrà cercare di sostenere la propria tesi facendo riferimento a precedenti giurisprudenziali della Cassazione e delle corti di merito.

La gestione del tempo (7 ore).

Anche durante le esercitazioni per la preparazione dell'esame da avvocato è bene tenere conto sempre del tempo che avremo effettivamente a disposizione quando ci troveremo ad affrontare la prova.

Il tempo concesso per la redazione del parere, sia esso in materia di diritto civile o in materia di diritto penale è di 7 ore complessive. La corretta gestione del tempo è fondamentale per la buona riuscita dell’esame ed è quindi importante cominciare a familiarizzare con questi ritmi quando proveremo a scrivere i nostri pareri.

Un primo consiglio è di dedicare del tempo (magari prima ora) alla scelta del parere da redigere. In questa fase (a meno che non siamo già sicuri di sapere rispondere a uno dei quesiti proposti) dobbiamo leggere attentamente tutti i titoli scegliere con attenzione quello che meglio rispecchia la nostra preparazione e attitudine personale.

L’ora successiva si potrebbe utilizzare per analizzare attentamente le richieste contenute nella traccia scelta, per inquadrare la fattispecie giuridica di cui è necessaria la trattazione, trovare la soluzione al caso, decidere quali opinioni dottrinali esprimere e cercare le sentenze che possano avallare la soluzione pratica proposta.

E’ fortemente consigliabile redigere uno schema riassuntivo che possiamo utilizzare come promemoria in cui indicare per punti gli argomenti di cui si vuole trattare e che abbia, in linea di massima, il seguente ordine:

1) introduzione e breve esposizione dell’istituto giuridico in esame 2) riferimenti normativi e dottrinari dello stesso 3) indicazione della giurisprudenza risolutiva del caso di specie; 4) Conclusione con applicazione dell’istituto astratto al caso concreto (soluzione).

Nel tempo rimasto ci potremo dedicare alla redazione materiale del parere. L'ideale sarebbe redigere prima un parere in brutta copia, ma non sempre il tempo a disposizione è sufficiente. Meglio per questo scrivere una brutta copia dignitosa (utilizzabile se siamo rimasti a corto del tempo) evitando dunque l’utilizzo di penne colorate e scarabocchi sul foglio che possano essere considerati dalla commissione segni di riconoscimento e che dunque possano cagionare l’annullamento del compito stesso.

E' importante utilizzare un linguaggio tecnico ma bisogna anche esere chiari nella esposizione: vanno assolutamente evitati i periodi troppo lunghi e i ragionamenti complessi e poco comprensibili.

E’ importante bilanciare con attenzione le varie parti da trattare. L’introduzione e l’inquadramento dell’istituto giuridico sono importanti ma non devono essere troppo lunghe. Lo scopo del parare è quello di valutare la capacità del candidato di applicare un istituto astratto al caso concreto e di risolverlo in maniera soddisfacente per il cliente. E’ molto importante dunque che "il cuore" del parere sia rappresentato dalla soluzione del problema pratico proposto. Vanno evitate la pedissequa copiatura degli articoli del codice (che possono eventualmente essere citati in alcuni passaggi sgnificativi) e le abbreviazioni diverse da quelle di rito (c.c., c.p., etc … ).

Meglio ancora evitare di scrivere troppo appesantendo l’elaborato con ripetizioni inutili e sovrabbondanti. In genere un parere di 4-6 pagine può considerarsi sufficiente.

IL tempo che ci rimane possiamo utilizzarlo per rileggere la traccia, correggere gli errori e copiare il compito in bella. E’ necessario prestare molta attenzione alla grammatica e alla sintassi. Fondamentale è l’utilizzo del vocabolario di italiano per effettuare le correzioni grammaticali.

Molto importante è anche sforzarsi di scrivere con una grafia chiara e comprensibile alla commissione.

 

» Continua: LA REDAZIONE MATERIALE DELLA PROVA SCRITTA
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