Sei in: Home » Articoli
 » Condominio

Condominio: arriva il registro degli amministratori ma l'Anammi dice no

Per l'associazione degli amministratori, l'obbligo rischia di trasformarsi in una tassa a carico del professionista senza fornire garanzie ai condomini
condominio id12965

di Marina Crisafi - "No al registro degli amministratori di condominio, che rischia di trasformarsi in una tassa sui professionisti, senza fornire alcuna garanzia all'utenza". Così l'Anammi, l'Associazione Nazional-europea degli amministratori d'immobili, schierandosi contro l'ordine del giorno, accolto in sede di esame della manovra di bilancio, che impegna il governo a valutare l'introduzione dell'obbligo di iscrizione ad un registro istituito presso il ministero della giustizia.

Registro amministratori: in cosa consiste

Il registro, come previsto dall'ordine del giorno approvato dal Senato, "sarebbe obbligatorio per coloro che svolgono attività di amministrazione condominiale, quindi anche per i condòmini-amministratori", scrive l'Anammi. Si tratterebbe di un registro nel quale verrebbero indicati oltre ai dati anagrafici dell'operatore, anche quelli relativi al regime fiscale, nonché l'adesione ad una associazione di categoria e la frequenza di corsi di aggiornamento.

Registro amministratori, il no di Anammi

"Condividiamo la preoccupazione per il 'sommerso' fiscale nel nostro settore – osserva il presidente dell'associazione, Giuseppe Bica, che, da tempo chiede "maggiori controlli sulla formazione periodica, ma il registro - lascerà inalterati i problemi".

Il fine pubblicistico del registro, infatti, rincara il presidente di Anammi, "non premia il ruolo svolto dalle associazioni in questi anni a favore della qualificazione della categoria, non fornisce garanzie ai nostri utenti finali, che sono i condòmini, né tantomeno al professionista contro la concorrenza sleale di chi non rispetta le regole". Inoltre, "non si colpirebbe il fenomeno dei corsi-truffa e la vendita di finti certificati, ottenuti online dietro pagamento" osserva Bica, mentre l'unico vero vantaggio sarebbe per il bilancio dello Stato. Ciò perché "l'iscrizione sarebbe obbligatoria – e - tutti i professionisti, pur di lavorare, sarebbero costretti a versare il contributo in modo da essere presenti nel registro". La norma si tradurrebbe cioè, conclude in un mero "balzello a carico dei professionisti, che ricadrebbe poi sui condòmini, senza però combattere l'evasione". Per lo meno, invita, infine, l'associazione, è necessario, allo scopo di non gravare sulla categoria, "rendere almeno gratuita l'iscrizione".

(19/06/2017 - Marina Crisafi)
Le più lette:
» Avvocati: fino a 500 euro al mese di contributi per pagare i praticanti
» Autovelox e tutor: al via le nuove regole
» Come si redige il ricorso per Cassazione? La "road map" in una sentenza della Suprema Corte
» Conversione del pignoramento: la duplice ratio dell'art. 495 Cpc
» Diritti d'autore: pagare la Siae non basta, Soundreef ottiene decreto ingiuntivo per concerto Fedez
In evidenza oggi
Parlamentari: addio ai vitalizi, ok della CameraParlamentari: addio ai vitalizi, ok della Camera
Vietare alla moglie di truccarsi integra il reato di maltrattamenti in famigliaVietare alla moglie di truccarsi integra il reato di maltrattamenti in famiglia
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF