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Furto in abitazione: minimo 3 anni di carcere e multe fino a 1.500 euro

La riforma del processo penale approvata al Senato prevede una stretta su diversi reati, dai furti in casa agli scippi, alle rapine ed estorsione
ladro che cerca di entrare in casa per furto

di Marina Crisafi - Minimo tre anni di carcere per i furti in abitazione e per gli scippi. Giro di vite anche sulle rapine, l'estorsione e il voto di scambio. Sono solo alcune delle novità della riforma del processo penale, approvata nei giorni scorsi al Senato e ora all'esame della Camera per il sì definitivo (leggi: "Penale: ok alla riforma"). 

Il ddl, che detta anche disposizioni sull'estinzione dei reati per riparazione, nuove regole su prescrizione e intercettazioni (leggi: "Riforma del processo penale: la nuova prescrizione" e "Fino a 4 anni di carcere per chi registra telefonate di nascosto e le diffonde") e delega al governo per la riforma dell'ordinamento penitenziario, contiene infatti una decisa stretta su una serie di delitti, a partire appunto, da furti, scippi e rapine, per i quali è previsto l'inasprimento delle pene, sia sul fronte detentivo che pecuniario.

Furti in casa e scippi

Il ddl inasprisce le pene per entrambi i reati.

La pena minima, secondo il novellato art. 624-bis del codice penale (1° comma), sarà la reclusione da tre (in luogo dei 12 mesi attuali) a sei anni e la multa da euro 927 a euro 1.500 (in luogo della multa oggi prevista da 309 a 1.032 euro).

Inasprite anche le aggravanti, con la previsione della pena da 4 a 10 anni e della multa da 927 a 2.000 euro.

Ad essere sterilizzato, con l'introduzione di un nuovo 4° comma, è altresì l'effetto delle attenuanti sulle aggravanti, attraverso il divieto di prevalenza (e di equivalenza) tra le prime e le seconde.

Modificato infine l'art. 625, primo comma, c.p., con la previsione della reclusione da 2 a 6 anni e della multa da 927 a 1.500 euro.

Rapina ed estorsione

Più pesanti le sanzioni anche per il reato di rapina (art. 628 c.p.), con la previsione di un minimo di carcere di 4 anni (in luogo dei 3 attuali) e di un massimo di 10 e con la multa fino a 2.500 euro.

Con le aggravanti inoltre la reclusione può arrivare fino a 20 anni.

Quanto all'estorsione, ad essere modificato dal ddl di riforma, è solo il secondo comma dell'art. 629 c.p., con la previsione della reclusione da 7 a 20 anni, in luogo dei 6 minimi attualmente previsti.

Voto di scambio

Il ddl modifica nuovamente, a pochi anni dalle precedenti novelle apportate all'art. 416-ter c.p., l'apparato sanzionatorio del reato di scambio elettorale politico-mafioso.

Già modificato nel 2014, con l'estensione delle condotte incriminate, ma con la riduzione della sanzione, il delitto torna ora a prevedere pene più elevate da un minimo di 6 a un massimo di 12 anni, rispetto all'attuale previsione tra 4 e 10.

Ddl di riforma del processo penale
(19/03/2017 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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