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Risparmiatori: da oggi al via il nuovo arbitro per le controversie finanziarie

L'ACF assicurerà maggiori garanzie ai risparmiatori e una semplificazione delle tutele finanziarie
schieramenti di birilli di colore diverso concetto mediazione
di Lucia Izzo - Sarà operativo a partire dal 9 gennaio 2017 l'Arbitro per le controversie finanziarie (ACF) istituito presso la Consob con delibera n. 19602 del 4 maggio 2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 116 del 19 maggio 2016, che ha adottato anche il regolamento dell'Arbitro. La delibera n. 19783 del 23 novembre 2016 ha, invece, determinato la data di avvio dell'operatività.

Si tratta di un nuovo sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie, caratterizzato dall'adesione obbligatoria degli intermediari e dalla natura decisoria della procedura, in analogia all'Arbitro bancario finanziario (ABF) presso la Banca d'Italia. L'obiettivo è quello di fornire un efficace strumento di tutela diretta degli interessi degli investitori.

Sarà attivo a partire dalla stessa data anche il sito dedicato www.acf.consob.it, attravrrso il quale potranno presentarsi le domande di arbitrato per via telematica.

Chi può rivolgersi all'ACF?

I ricorsi al Collegio arbitrarle sono consentiti quando le controversie coinvolgano  gli inventori "retail" e gli intermediari finanziari. I c.d. investitori "retail" sono risparmiatori, anche imprese, società o enti, privi di adeguata conoscenza e competenza nel settore dei servizi finanziari che, per tale motivo, si affidano a intermediari finanziari, dunque banche, società di intermediazione mobiliare o finanziaria, Sgr, Sicav e Sicaf.

Sono da considerarsi intermediari anche le società del gruppo Poste Italiane (divisione Banco Posta), coloro che gestiscono i portali di equity "crowdfunding", le imprese di assicurazione (limitatamente alla distribuzione dei propri prodotti finanziario-assicurativi) nonché i consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria, a partire dall'iscrizione nell'apposito albo.

Anche le società di intermediazione finanziaria estere possono essere evocate innanzi all'Acf, purchè abbiano una succursale in Italia (laddove la sede principale sia in Europa) oppure siano autorizzate ad operare nel nostro paese (se trattasi di società extracomunitarie).

Per quali violazioni si ricorre all'ACF?

Potranno essere sottoposte all'Arbitro le controversie (fino ad un importo richiesto di 500.000 euro) relative alla violazione degli obblighi di informazione (ad esempio sulla natura dell'operazione e sui rischi che comporta), diligenza qualificata, correttezza e trasparenza cui sono tenuti gli intermediari nei loro rapporti con gli investitori nella prestazione dei servizi di investimento e di gestione collettiva del risparmio. 

Tra i servizi di investimento rientrano, ad esempio, la negoziazione per conto proprio, l'esecuzione di ordini per conto di clienti, attività di sottoscrizione e/o collocamento di strumenti finanziari, gestione di portafogli, consulenza in materia di investimentim ecc.

Oltre al limite di valore (non oltre 500mila euro), sui fatti oggetto del ricorso non potranno essere pendenti altre procedure di risoluzione extragiudiziale e dovrà preventivamente essere presentato un reclamo all'intermediario (a cui sia seguito il silenzio nei 60 giorni successivi alla presentazione o una risposta considerata insoddisfacente).

Come fare ricorso?

Il ricorso è totalmente gratuito e per l'invio e la gestione è prevista una procedura completamente on-line attraverso il sito dedicato, allegando la documentazione necessaria per la ricevibilità. Tuttavia, al fine di venir incontro alle esigenze di coloro che hanno minor dimestichezza con gli strumenti informatici (e che non intendono avvalersi del supporto di procuratori o associazioni dei consumatori), la Consob ha concesso, per i primi due anni, di inviare i ricorsi in formato cartaceo. La procedura procederà successivamente in via telematica.

Il ricorso viene trasmesso all'intermediario a seguito del vaglio della Segreteria tecnica, che avviene entro sette giorni dalla ricezione, che ne valuta la ricevibilità e la ammissibilità. Se il ricorso necessita di eventuali integrazioni o chiarimento, la segreteria invita il ricorrente a fornirli entro un termine non superiore a sette giorni, pena l'inammissibilità o irricevibilità della richiesta.

La segreteria tecnica, se lo considera ricevibile, trasmette il ricorso al Presidente allegando una relazione con una sintetica descrizione delle relative ragioni.  La decisione è presa dal Collegio, composto da 4 membri più il Presidente. 

In particolare, Presidente e due membri sono individuati e nominati dalla Consob, mentre gli altri due membri, seppur formalmente nominati dalla Consob, sono designati uno dalle associazioni dei consumatori e l'altro dalle associazioni degli intermediari.

La procedura consente sia all'investitore, sia all'intermediario di rappresentare le proprie ragioni, assicurando quindi il pieno contraddittorio tra le parti e si conclude con una decisione dell'Arbitro il quale, nel caso accolga in tutto o in parte il ricorso dell'investitore, stabilirà le regole che avrebbero dovuto trovare applicazione nel rapporto tra intermediario e investitore, eventualmente anche indicando il diritto dell'investitore a ottenere il risarcimento del danno. 

La decisione del collegio non è vincolante per l'investitore che può comunque ricorrere all'autorità giudiziaria. Nel caso in cui l'intermediario non dia esecuzione alla decisione assunta, è prevista a suo carico la sanzione reputazionale della pubblicazione di tale inadempimento.




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(09/01/2017 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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