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Adozioni: il Tribunale di Roma dice sì a due padri

Altro caso di stepchild adoption presso il giudice capitolino, stavolta con sentenza esecutiva
una coppia di gay con il proprio figlio

di Marina Crisafi - Anche se la stepchild adoption è stata stralciata dal ddl sulle unioni civili approvato da palazzo Madama il mese scorso, la magistratura romana la fa tornare d'attualità dicendo sì all'adozione di un bambino da parte di due padri, avuto grazie alla maternità surrogata in Canada.

A firmare la sentenza è stata la ex presidente del tribunale per i minori di Roma, Melita Cavallo, poco prima di andare in pensione, il 31 dicembre scorso, ma il provvedimento è stato divulgato solo oggi, dal momento che la sentenza è divenuta inappellabile e dunque esecutiva.

Il collegio ha accolto la richiesta avanzata dal compagno del padre biologico del bambino (avuto con la pratica dell'utero in affitto), ai sensi dell'art. 44 della legge n. 184/1983 che disciplina i casi di adozione particolari, ritenendo che la stessa rispondesse all'interesse precipuo del minore, considerato che la coppia sta insieme stabilmente da oltre 12 anni e l'ambiente familiare è sereno e idoneo al suo sviluppo psicofisico.

La decisione si muove in linea con altri due recenti provvedimenti del tribunale di Roma (che ha riconosciuto l'adozione ad una coppia di donne nell'interesse del minore) che risultano, però, entrambi appellati.

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(21/03/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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