Utero in affitto: da 2 a 5 anni di carcere e multa fino a 2 milioni di euro

Ecco i contenuti del nuovo ddl Lorenzin sulla maternità surrogata quale reato universale che andrà a modificare la legge 40
utero in affitto donna incinta che prende soldi

di Marina Crisafi - Carcere e supermulta per chi ricorre alla maternità surrogata. È questo il succo della proposta di legge che mira a rendere la pratica dell'utero in affitto reato universale, presentata dai ministri Beatrice Lorenzin e Angelino Alfano a Roma nei giorni scorsi, insieme alle parlamentari di Area Popolare e al movimento "Idea" (leggi: "Utero in affitto, reato universale").

La nuova proposta che verrà presentata al Senato, dovrebbe andare a modificare la (già più volte modificata) legge 40, rendendo illegale l'utero in affitto anche se la pratica è stata eseguita all'estero, poiché in Italia la legge già la punisce.

Ecco, in breve, i contenuti della proposta:

Divieto universale di maternità surrogata

L'art. 1 della proposta, che andrà a modificare la legge 40, prevede che "chiunque, in qualsiasi modo, organizza, pubblicizza, utilizza o ricorre alla surrogazione di maternità è punito con la reclusione da 2 a 5 anni e con la multa da 1,2 milioni a 2 milioni di euro".

Carcere anche per chi acquista

Sempre all'art. 1 il testo punisce "chiunque organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o embrioni" con la reclusione da uno a tre anni e la multa da euro 600mila fino a 1milione.

Inoltre, salvo che il fatto costituisca più grave reato, "è punito con la pena della reclusione da 2 a 8 anni e con la multa da euro 25.000 a 200.000, chiunque commercia, vende, acquista ovvero, in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo, riceve un compenso per ottenere cellule e tessuti di origine umana prelevati da persona vivente".

Responsabilità degli enti (anche stranieri)

In relazione alla commissione dei delitti di cui al nuovo art. 12 della legge 40 (relativi all'organizzazione, pubblicità, commercializzazione e acquisto di gameti, embrioni o cellule e tessuti di origine umana), il ddl prevede una responsabilità amministrativa degli enti, anche "di diritto straniero", nella cui struttura è commesso il delitto, consistente in una sanzione pecuniaria "fino a 800 quote oltre alle sanzioni interdittive previste dall'art. 9 comma 2 per una durata non inferiore ad 1 anno".

Tracciabilità per i nati da maternità surrogata

L'art. 3 del ddl sancisce altresì la necessità della tracciabilità, a fini medici, per i nati da maternità surrogata, stabilendo che è garantito "il diritto alla conoscenza delle proprie origini". Nel certificato di nascita, inoltre, andranno riportati gli estremi anagrafici dei genitori biologici che hanno contribuito al concepimento e al parto, "ovvero padre e madre genetica, nonché madre gestazionale".

Applicazione legge penale italiana

Quanto al dubbio sull'applicabilità della legge penale italiana ai fatti commessi all'estero, nella relazione alla proposta si legge che "secondo le più autorevoli ricostruzioni scientifiche, la legge penale italiana è, quanto alla sua sfera di applicazione in rapporto al territorio, caratterizzata dal principio della tendenziale universalità". Al riguardo, quindi vengono citati l'art. 7 del codice penale (contenente un catalogo di reati ai quali può applicarsi la legge penale italiana, indipendentemente dal luogo in cui siano stati commessi), nonché gli artt. 9 e 10 che, "seppure nel rispetto di talune condizioni che variamente ne limitano l'applicazione, quanto alle soglie edittali e alla presenza di talune condizioni di procedibilità, nonché alla condizione di punibilità costituita dalla presenza del cittadino o dello straniero nel territorio dello stato, impongono l'applicazione della legge penale italiana nei confronti di questi ultimi nel caso in cui essi abbiano commesso all'estero un reato contro un cittadino o lo stato italiano, ovvero anche contro un cittadino o uno stato estero".

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(21/03/2016 - Marina Crisafi) CommentiUltimi commentiCita nel tuo sito Foto: 123rf.com
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