In arrivo la riforma della legittima difesa: sarà il far west?

In settimana è prevista l'analisi della proposta Molteni. Ma i magistrati sollevano a gran voce le loro perplessità
Uomo con in mano una banana puntata a modo di pistola
di Valeria Zeppilli – Nel corso della settimana, la Commissione giustizia, in sede referente, dovrebbe proseguire l'esame di una delle proposte di legge più scottanti del momento: quella Molteni in materia di legittima difesa, presentata nel febbraio 2015 (qui sotto allegata).

L'idea dell'articolo unico di tale proposta è quella di modificare l'articolo 52 del codice penale, introducendo una presunzione legale di legittima difesa.

L'attuale legittima difesa

La legittima difesa, nel nostro ordinamento, rappresenta una causa di non punibilità del reato che legittima, in alcuni casi, l'esercizio dell'autotutela da parte dei cittadini (leggi: "La legittima difesa. Art. 52 del codice penale").

Essa, per "giustificare" quello che astrattamente sarebbe un illecito penalmente sanzionabile e rendere quindi non punibile un soggetto, necessita di determinati requisiti.

Si tratta, in particolare, dell'esistenza di un diritto proprio o altrui da tutelare, della necessità della difesa, dell'attualità del pericolo di un'offesa che sia ingiusta e, soprattutto, della proporzionalità del rapporto tra difesa e offesa.

Il secondo e il terzo comma dell'articolo 52 del codice penale precisano poi che, nei casi di violazione di abitazione altrui, di privata dimora, delle loro appartenenze, di un negozio o di un ufficio, il rapporto di proporzione sussiste se taluno legittimamente presente in tali luoghi usa un'arma detenuta legittimamente o un altro mezzo idoneo per difendere l'incolumità propria o di terzi o, se non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, i beni propri o altrui.

La proposta di legge

L'idea contenuta nella proposta di legge in discussione è quella di introdurre in coda all'articolo 52 del codice penale un'ulteriore specifica ipotesi di legittima difesa, che riguarda i casi in cui essa sia esercitata per respingere l'ingresso in un'abitazione privata o in luogo ove si eserciti un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Se l'ingresso che si intende respingere avvenga tramite effrazione o contro la volontà del proprietario, con violenza o minaccia di uso di armi e da parte di una persona travisata o di più persone riunite, l'idea della proposta di legge è quella di ritenere configurata una presunzione legale di legittima difesa.

È chiaro, insomma, che al ricorrere di tali requisiti si vorrebbe eliminare il rapporto tra proporzionalità e offesa. Oltretutto senza fare alcun riferimento all'uso legittimo di armi legittimamente detenute.

I rischi della riforma

Quella che verrà discussa nei prossimi giorni non è che una delle numerose proposte di legge in materia di legittima difesa.

La scorsa settimana, ad esempio, il segretario nazionale dell'Italia dei Valori Messina ha presentato in Cassazione una proposta di legge popolare volta ad incrementare le possibilità di legittima difesa che non comportano eccesso colposo e a raddoppiare le pene previste in caso di violazione di domicilio.

Nonostante ciò, non manca chi, con una certa autorevolezza, sottolinei come la proporzionalità del rapporto tra difesa e offesa vada assolutamente preservata. A gran voce qualche tempo fa il presidente dell'associazione nazionale magistrati, Sabelli, e il presidente dell'unione delle camere penali, Migliucci, hanno infatti rappresentato in due audizioni dinanzi alla Commissione giustizia i numerosi rischi di un eventuale ritocco dell'articolo 52 del codice penale. Ritocco che, a prescindere dalle intenzioni perseguite, potrebbe solo peggiorare l'impianto normativo.

Staremo a vedere…


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Legittima difesa testo proposta di legge 2892
Valeria ZeppilliAvv. Valeria Zeppilli - profilo e articoli
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
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(23/02/2016 - Valeria Zeppilli) CommentiUltimi commentiCita nel tuo sito
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