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Lo Stato toglie alle vedove e dà ai cappellani del Vaticano

Tre anni di servizio e pensione pagata dai cittadini. La denuncia e la petizione di Ciro Verrati su Change.org
monaco che prega

di Marina Crisafi - Lo Stato italiano toglie alle vedove per dare ai cappellani militari della chiesa. È questa la denuncia di Ciro Verrati presidente di Laicitalia e vice segretario nazionale di Democrazia Atea sull'Huffington Post, a corredo della petizione lanciata su Change.org.

Una petizione che ha raccolto in pochi giorni quasi 75mila firme e che mira a togliere un "ingiusto vitalizio e privilegio, che si va a sommare a una situazione già profondamente impari".

Verrati cita direttamente il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e per tre anni ordinario militare, ma è solo un esempio dei tanti "fortunati" cappellani militari pagati dallo Stato. Che in totale secondo uno studio costerebbero allo Stato qualcosa come 8 milioni di euro l'anno.

Si tratta di oltre 170 tra generali, colonnelli e capitani con la tonaca e senza armi il cui compito è fornire assistenza spirituale ai militari, i cui costi, in base a una norma figlia dei patti lateranensi del 1929, rimasta immutata nel 1984 quando fu siglato il nuovo concordato tra stato e chiesa, gravano sul bilancio della difesa e non su quello del Vaticano.

Una spesa-scandalo che va avanti per inerzia da molti anni, nonostante i diversi tentativi passati (tra cui quello dei radicali) e l'apertura (del 2014) verso un'intesa tra il ministero della difesa e la chiesa.

Scandalo ora riportato alla ribalta da Verrati che, prendendo spunto dalla polemica di questi giorni sui tagli delle pensioni di reversibilità alle vedove (vedi: Addio alla pensione di reversibilità: il Governo fa cassa sulle vedove), afferma: "In un momento in cui il Governo dichiara di dover raschiare il fondo del barile per pagare il debito pubblico, togliendo diritti e dignità ai cittadini e infierendo persino sulle vedove, trovo coerente andare a recuperare anche dove la Chiesa non permette intrusioni: i privilegi, le agevolazioni e le esenzioni a essa concesse dallo Stato italiano".

Ma non solo. A ciò si deve aggiungere il capitolo delle pensioni che stando ai dati dell'ordinariato militare, prosegue la petizione, negli ultimi vent'anni sono costate una cifra enorme ai cittadini, pari a 43mila euro lordi procapite per gli oltre 150 cappellani andati in pensione e che, peraltro, maturano con largo anticpo rispetto ai comuni mortali. Veri e propri "baby-pensionati" – si legge infatti su Change.org - "tra cui lo stesso cardinale Angelo Bagnasco, che non è solo presidente della Cei ma ex ordinario militare. Il prelato, che è anche un generale di brigata, ha diritto - secondo alcune fonti - ad una pensione attorno a 4.000 euro mensili. Nonostante abbia prestato servizio solo 3 anni, arrivato a 63 primavere ha maturato il vitalizio".

La petizione di Ciro Verrati è in questa pagina su hange.org


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(21/02/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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