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Ddl povertà: oltre alla pensione di reversibilità, a rischio anche assegni sociali e quattordicesime

Nel disegno di legge del Governo coinvolte tutte le prestazioni di natura assistenziale e previdenziale. Si salvano solo quelle legate a condizioni di disabilità e invalidità
anziana chiede elemosina

di Valeria Zeppilli - Il d.d.l. povertà approvato nei giorni scorsi dal Governo (qui sotto allegato) sta facendo molto discutere, soprattutto in ragione delle previsioni che andrebbero a incidere sulla pensione di reversibilità (leggi: "Addio alla pensione di reversibilità: il Governo fa cassa sulle vedove").

Ma le criticità che il testo del disegno di legge porta con sé non si esauriscono qui. Anzi!

Non solo la pensione di reversibilità, infatti, sarà riparametrata sulla base dell'Isee: la lettera b) del punto uno del disegno di legge delega, del resto, stabilisce che i decreti legislativi da emanare dovranno recare la razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale e di quelle anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi, fatta eccezione per le prestazioni legate alla condizione di disabilità e invalidità del beneficiario.

A tal fine i principi e i criteri direttivi da seguire sono quelli del superamento delle differenze categoriali e dell'introduzione di principi di accesso fondati su criteri unificati di valutazione economica in base all'Indicatore della situazione economica equivalente. L'Isee appunto.

In soldoni, a rischiare di subire delle riparametrazioni sulla base di tale nuovo criterio, di dubbia legittimità costituzionale, potrebbero essere, oltre alla reversibilità, anche l'assegno sociale, l'integrazione al minimo della pensione, la quattordicesima e le maggiorazioni sociali.

Si salverebbero solo le prestazioni di natura assistenziale erogate nei confronti degli invalidi.

Le voci che si sono alzate hanno un tono davvero alto e duro e arrivano da più fronti, a fortiori in ragione del fatto che il provvedimento è nato per introdurre misure di contrasto alla povertà. 

E se l'esecutivo smentisce qualsiasi penalizzazione, cercando di ridurre le denunce a mere "polemiche infondate", i sindacati rilanciano "il governo tira il sasso e poi nasconde la mano". 

Le spiegazioni, insomma, non convincono i più e, del resto, il testo del ddl sul punto è chiarissimo. 

Tanto che da più parti si invoca una netta modifica: cancellare ogni riferimento agli interventi sulle prestazioni previdenziali per sgombrare il campo da ogni dubbio. Staremo a vedere. 

Testo d.d.l. povertà
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
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(16/02/2016 - Valeria Zeppilli)
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