Avvocatura

Avvocati: specialisti ko, anche se di comprovata esperienza

Con avviso di ieri il Cnf ha comunicato la sospensione di ogni riconoscimento del titolo a causa del ricorso al Tar
sentenza toga

di Marina Crisafi - Al momento nessun avvocato potrà diventare "specialista", neanche se ha presentato domanda per il titolo per "comprovata esperienza". Con avviso pubblicato ieri, infatti, il Consiglio Nazionale Forense ha reso noto di avere sospeso, con delibera, qualsiasi esame delle domande per il riconoscimento del titolo di specialista ex art. 8 del regolamento sulla specializzazione forense (d.m. n. 144/2015), a seguito della relativa impugnazione davanti al Tar.

Il regolamento prevede che chi offre adeguata documentazione relativamente a 15 affari trattati per ciascuno dei cinque anni antecedenti alla domanda possa presentare istanza di ottenimento del titolo, previo colloquio presso il Cnf o una commissione interna.

Tuttavia, scrive il consiglio, tra i motivi dell'impugnazione al Tar, c'è proprio la previsione "circa il numero degli affari da documentarsi annualmente e le caratteristiche degli incarichi svolti, nonché la legittimazione del Cnf a effettuare il colloquio e il rilascio del titolo". Per le valutazioni della documentazione pervenuta, inoltre, si legge nell'avviso, "è necessaria una istruttoria tecnica da compiersi sulla documentazione offerta, di cui va considerata ‘la rilevanza per quantità e qualità' e non vanno considerati ‘affari che hanno ad oggetto medesime questioni giuridiche e necessitano di un'analoga attività difensiva', elementi oggetto delle censure innanzi al Giudice Amministrativo". Ma non solo. "Le impugnative innanzi al giudice amministrativo ineriscono agli stessi criteri di valutazione delle istanze di riconoscimento del titolo di specialista per comprovata esperienza, anche a evitare possibili disparità di valutazione nel tempo".

Per cui, alla luce di queste considerazioni, il Cnf ha ritenuto dover "necessariamente" sospendere la disamina di ogni istanza, sino a diversa comunicazione. Presumibilmente, dunque, si dovrà attendere l'udienza al Tar fissata per il prossimo 8 marzo.

(26/01/2016 - Marina Crisafi)
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