Diritto Penale

L'oblazione nel codice penale

Guida legale all'istituto ex artt. 162 e 162-bis c.p. qualificato come depenalizzazione negoziata
sentenza martello giustizia

Abogado Francesca Servadei - Il 6 febbraio 2016 entreranno in vigore i due decreti legislativi nn. 7 e 8 del 2016, con i quali si avrà la depenalizzazione e l'abrogazione dei reati oggetto della legge delega n. 67/2014, ma nel nostro codice penale esiste già un istituto, denominato "Oblazione", che può essere qualificato come depenalizzazione negoziata a fronte di contravvenzioni per le quali il legislatore ha previsto come regime sanzionatorio solamente una ammenda o un'ammenda alternativa all'arresto.

Le norme che disciplinano tale istituto sono gli artt. 162 e 162-bis del codice penale, nonché l'art. 141 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura penale.

Oblazione nelle contravvenzioni

L'articolo 162 del codice penale disciplina l'Oblazione nelle contravvenzioni. Si tratta della oblazione ordinaria alla luce della quale, entro precisi termini stabiliti dalla legge, viene consentito al contravventore di pagare una somma corrispondente al 1/3 del massimo previsto dalla pena pecuniaria.

I termini entro i quali poter effettuare istanza di oblazione sono:

a) prima dell'apertura del dibattimento, quindi il difensore, munito di procura speciale, nelle eccezioni preliminari deposita la relativa istanza, ovvero laddove sia presente il contravventore ne richiede l'accoglimento;

b) prima che si proceda per decreto di condanna, ossia per tutti quei procedimenti per i quali il Pubblico Ministero ritiene di dover procedere con una pena pecuniaria anche in sostituzione di una pena detentiva. Infatti al comma II dell'articolo 141 disp. att.c.p.p viene disposto che "Il Pubblico Ministero, anche prima di presentare richiesta di decreto penale, può avvisare l'interessato, ove ne ricorrano i presupposti, che ha facoltà di chiedere di essere ammesso all'oblazione".

L'effetto dell'oblazione consiste nell'estinzione della contravvenzione al momento del pagamento, rimanendo però in capo al contravventore le spese del procedimento; trattasi di un diritto dell'imputato a fronte del quale, da quanto si evince dall'articolo 141, 4° comma, disp.att. c.p.p., il Giudice, in caso di non accoglimento dell'istanza, pronuncia ordinanza restituendo gli atti al Pubblico Ministero, in caso contrario (ossia, laddove sia accolta la richiesta di oblazione) il Giudice fissa con ordinanza il quantum da versare dandone comunicazione all'interessato.

La Legge 479/1999 ha introdotto il comma IV bis alla citata disposizione di attuazione in virtù del quale nel caso in cui vi sia una modifica all'imputazione per la quale è previsto l'oblazione, il Giudice rimette in termini l'imputato concedendogli la possibilità di avanzare richiesta e nel caso di accoglimento viene fissato un termine di dieci giorni entro il quale pagare; rispettato tale termine il Giudice pronuncia sentenza di estinzione di reato.

Oblazione facoltativa

Con legge 689/1981 è stato introdotto l'articolo 162 bis del Codice Penale, "Oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative" ovvero oblazione facoltativa che si applica nel caso in cui il regime sanzionatorio previsto dal legislatore sia quello dell'ammenda alternativa all'arresto.

E' lecito osservare che in virtù del citato articolo, nei medesimi termini stabiliti per l'articolo 162 del codice penale è possibile chiedere tale rito alternativo con l'effetto che in caso di accoglimento dell'istanza il contravventore sarà tenuto a pagare una somma corrispondente alla metà del massimo dell'ammenda stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa estinguendo il reato e permanendo però lo spese del procedimento.

Anche per tale ipotesi, come si legge nella rubrica del citato articolo, si tratta di reati contravvenzionali.

Differenze tra le due fattispecie

Tra gli articoli 162 e 162-bis del codice penale sussiste una notevole differenza. Nell'ipotesi di Oblazione nelle contravvenzioni l‘organo giudicante non entra nel merito dell'istanza, ma svolge un controllo formale, mentre nella Oblazione nelle contravvenzioni punite con pene alternative la valutazione del Giudice è discrezionale.

Infatti nel IV comma dell'articolo 162-bis si legge "avuto riguardo alla gravità del fatto", pertanto nell'accogliere l'istanza è necessaria la valutazione degli elementi di cui all'articolo 133 del codice penale (Gravità del reato: valutazione agli effetti della pena) intrinsechi, come richiamati dalla I Sezione Penale della Corte di Cassazione, con sentenza 47032/2007.

Particolarmente importante è, inoltre, il rapporto oblazione facoltativa-recidiva. In merito, è necessario soffermare l'attenzione sugli articoli 99, comma IV, 104 e 105 c.p., alla luce dei quali, secondo quanto dispone il III comma dell'articolo 162-bis, il legislatore esclude l'applicabilità di tale rito alternativo anche quando permangono conseguenze dannose o pericolose del reato eliminabili da parte del contravventori.

ABOGADO FRANCESCA SERVADEI-

STUDIO LEGALE SERVADEI

CORSO GIACOMO MATTEOTTI NUM. 49

ALBANO LAZIALE (ROMA)

TEL 069323507

CELL: 3496052621

E-MAIL: francesca.servadei@libero.it
(29/01/2016 - Abg. Francesca Servadei)
Le più lette:
» Avvocati: cassazionisti senza esami per tutti gli iscritti ante riforma
» Avvocati: albi online senza segreti
» Tribunale di Fermo: inammissibili i capitoli di prova se contengono le parole "vero che". Tu cosa pensi?
» Padre immaturo? Il figlio va con la madre
» Affitto: la cauzione va restituita anche in caso di danni
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
bottone newsletter Icona Facebook Icona Rss Icona Google plus Icona twitter Icona linkedin
Print Friendly and PDF