Sei in: Home » Articoli

Corte europea: la mail del lavoratore può essere controllata e … causare il licenziamento

La Cedu ha stabilito che non c'è nessuna violazione della privacy se il datore controlla le comunicazioni dei dipendenti sugli account aziendali
licenziamento mobbing lavoro

di Marina Crisafi - Il datore di lavoro può controllare le mail dei loro dipendenti e decidere di licenziarli se le utilizzano a scopi personali. E' questo in sintesi quanto affermato dalla Corte Europea dei diritti umani, che arriva come un fulmine a ciel sereno mentre nel nostro paese ancora si dibatte sulla legittimità o meno dei controlli a distanza previsti dal Jobs Act.

Per i giudici di Strasburgo - chiamati a pronunciarsi sulla vicenda di un cittadino rumeno che chiedeva l'annullamento del licenziamento intimatogli in quanto beccato ad utilizzare la posta aziendale per mandare mail a fidanzata e fratello - una società privata non commette alcuna violazione del diritto alla privacy dei lavoratori se controlla le comunicazioni effettuate sugli account aziendali.

E se, l'utilizzo della casella è a fini privati, anche il licenziamento deliberato dal datore di lavoro è legittimo. "Non è irragionevole – si legge infatti in sentenza – che un datore di lavoro voglia verificare che i dipendenti portino a termine i propri incarichi durante l'orario di lavoro". Tanto più che le comunicazioni private, scoperte durante il controllo dell'account aziendale (nella specie Yahoo), non sono state usate dalla società a sostegno del licenziamento, la quale anzi, in "buona fede" aveva operato le verifiche convinta di trovare soltanto contenuti professionali.

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(13/01/2016 - Marina Crisafi)
Le più lette:
» Multe: quando scadono?
» Lotteria degli scontrini in arrivo
» Avvocati: gli errori che rischiano di ostacolare la carriera
» Avvocati: la petizione contro la Cassa forense arriva nei tribunali
» Caduta sulle scale bagnate? Paga il condominio
In evidenza oggi.
Charlie Hebdo: esercizio del diritto di satira o lesione della dignità delle vittime?
Alcune considerazioni di Gino M.D. Arnone relative al macabro accostamento pietanze-morti sono tuttora valide dopo l'ennesima, ripugnante vignetta del settimanale satirico
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF