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Avvocati in difficoltà con il pagamento della Cassa: la soluzione nei contributi figurativi

In base alla proposta, lanciata su Dirittoegiustizia.it, Cassa forense potrebbe farsi carico dei contributi del legale in difficoltà
di Valeria Zeppilli – Purtroppo, anche a causa della crisi economica dalla quale non si riesce facilmente a uscire, sempre più numerosi sono gli avvocati che arrivano al giorno delle scadenze contributive senza la liquidità necessaria per provvedere ai relativi pagamenti.

E se non si paga, a quanto dovuto si aggiungono le sanzioni di mora...con la conseguenza che mettersi in regola diviene ancora più difficile!

Ma un'idea per tentare di risolvere la spiacevole situazione e di uscire dal "circolo vizioso" in maniera abbastanza indolore c'è.

La proposta, in particolare, arriva dall'avv. Paolo Rosa che, in un articolo pubblicato su dirittoegiustizia.it, lancia l'idea di applicare anche all'avvocatura la normativa Inps in materia di contributi figurativi.

Si tratta, più nel dettaglio, della normativa che consente di accreditare sul conto assicurativo dei lavoratori dei contributi "fittizi" posti a carico non delle parti del rapporto lavorativo ma direttamente dell'istituto nazionale della previdenza sociale.

Ciò può avvenire con riferimento ai periodi in cui l'attività lavorativa è stata interrotta o si è ridotta.

Si pensi, a titolo di mero esempio, ai casi di infortunio o malattia, di mobilità, di cassa integrazione, di congedo di maternità o parentale, di contratti di solidarietà.

L'idea che circola nel web, insomma, è quella di esonerare anche l'avvocato (in quanto datore di lavoro di sé stesso) dal pagamento dei contributi previdenziali nel caso in cui egli non possa svolgere la normale attività lavorativa o nel caso in cui, pur svolgendola, non riesca a trarre un reddito sufficiente.

In tali circostanze sarebbe Cassa forense a dover comunque accreditare i contributi sul conto assicurativo dei legali interessati.

La proposta individua anche le modalità con le quali reperire le risorse economiche a tal fine necessarie: ciò dovrebbe avvenire in parte utilizzando il Fondo assistenziale e in parte prevedendo uno stanziamento ad hoc.

Che la strada per risollevare le sorti di molti avvocati sia finalmente stata trovata?

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
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(12/01/2016 - Valeria Zeppilli)
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