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Acqua "povera" di sodio? E' pubblicità ingannevole

Per la Corte UE sostenere che una determinata marca di acqua minerale sia povera di sodio riferendosi ad un solo elemento è fuorviante e pregiudizievole per i consumatori
di Valeria Zeppilli – Che l'acqua con poco sodio sia acqua con poco sale può essere una mezza verità.

Infatti, talvolta (come fatto dalla Neptune Distribution) le aziende che producono acqua minerale dichiarano in pubblicità che essa è a basso contenuto di sodio o di sale o che essa è indicata per le diete povere di sodio, limitandosi a tenere conto esclusivamente del cloruro di sodio.

Che dire però del bicarbonato di sodio? Anche esso è un sale!

A fare chiarezza sulla questione è la Corte di giustizia dell'Unione Europea che, nella sentenza resa il 17 dicembre 2015 nella causa C-157/14 (qui sotto in allegato il relativo comunicato stampa), ha precisato che il sodio è un componente di diverse sostanze chimiche: sostenere che una determinata marca di acqua minerale sia povera di sodio riferendosi ad un solo elemento è fuorviante e pregiudizievole il consumatore.

Del resto, il regolamento europeo sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute, quando stabilisce quale sia il quantitativo massimo di sodio sulle etichette, non distingue il sodio in funzione del composto chimico di cui fa parte o dal quale deriva.

Inoltre, la direttiva sulle acque minerali naturali prevede che le indicazioni o le menzioni che le pubblicizzano decantando il loro basso contenuto di sodio o di sale o affermando che le stesse siano consigliate per le diete povere di sodio possono essere utilizzate solo se il contenuto complessivo di sodio sia inferiore a 20 mg/l.

L'eventuale divieto di etichette o pubblicità che, in tal modo, non pongano il consumatore in grado di compiere una scelta consapevole per la Corte è quindi giustificato e proporzionato, anche in ragione delle esigenze di tutela della salute umana.

Comunicato stampa sentenza CGUE nella causa C-157/14
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(06/01/2016 - Valeria Zeppilli)
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