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Avvocati e professionisti: cosa prevede lo “statuto del lavoro autonomo”

Ecco tutte le novità del ddl che sarà presentato a gennaio dal Governo
lavoratori ufficio impiegati

di Marina Crisafi – Ha preso forma il c.d. Jobs Act del lavoro autonomo, un vero e proprio statuto che riordina i rapporti di impiego di professionisti e partite Iva che il governo è pronto a presentare a gennaio alla riapertura dei lavori delle Camere. I tecnici dell'esecutivo, di concerto con il ministero del lavoro, hanno messo a punto un articolato composto da una quindicina di articoli, destinato a dare una specifica disciplina al settore.

Diverse le novità previste: dalla possibilità di stipulare una polizza per tutelarsi dai clienti insolventi, alle misure per la maternità e le neomamme, passando per la deducibilità dei soldi investiti in formazione.

La legge di Stabilità 2016, inoltre, ha fatto nascere un apposito fondo di 10 milioni di euro per il 2016 che diventeranno 50 a regime dal 2017 e ha lasciato invariate per gli iscritti alla gestione separata le aliquote contributive al 27%.

Il ddl, da quanto si apprende, viaggerà come "collegato" alla legge stessa, imbarcando anche una serie di disposizioni in tema di "lavoro agile", ossia le prestazioni di lavoro subordinato svolte solo in parte all'interno dei locali aziendali.

Ecco le principali novità in pillole:

La polizza sui crediti

Il ddl apre ai professionisti e alle partite Iva la possibilità di sottoscrivere una polizza assicurativa per tutelarsi contro il ritardo nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti, i cui premi potranno essere portati in detrazione (leggi: "Avvocati e professionisti: arriva la polizza per tutelarsi dai clienti che non pagano").

Il testo individua, inoltre, tassativamente, le clausole che saranno considerate abusive, come quella di modificare unilateralmente le condizioni di contratto, di recedere dal contratto senza preavviso o di fissare termine di pagamento superiori a 60 giorni. Grazie alla polizza (e al relativo incentivo fiscale), si propone l'obiettivo di fornire una protezione in più soprattutto ai giovani professionisti alle prime armi che non saranno costretti ad attendere inerti o a dover attivare le costose e lunghe procedure di recupero crediti.

Maternità e congedi parentali estesi

Le novità in arrivo riguardano anche il fronte della maternità. La relativa indennità, erogata dall'Inps su istanza di parte (in carta libera) corredata di certificato medico rilasciato dall'Asl, infatti potrà essere percepita pur continuando a lavorare (non scattando, dunque, l'astensione obbligatoria dal lavoro).

Alla nascita del bambino, inoltre, le madri professioniste o autonome avranno diritto ad un congedo parentale di sei mesi (da fruire entro i primi tre anni di vita del figlio).

Stop a versamenti durante malattia

Sul fronte malattia, il ddl prevede la possibilità per i lavoratori, nei casi di patologie più gravi che superano i 30 giorni di assenza, di sospendere il versamento dei contributi previdenziali per tutta la durata della malattia stessa, fino a un massimo di due anni.

Il debito previdenziale maturato potrà essere restituito a rate nell'arco di un periodo pari a 3 volte quello della sospensione dall'attività professionale.

Invenzioni originali

Le regole in arrivo per professionisti e autonomi si occupano anche del tema delle invenzioni del lavoratore.

Nell'ipotesi di apporti originali o di vere e proprie invenzioni eseguite in esecuzione o in adempimento di un contratto (salvo che l'attività inventiva sia prevista proprio come oggetto del contratto di lavoro e appositamente retribuita), il ddl stabilisce che i diritti di utilizzazione economica spettano al lavoratore/professionista, e non al committente, il quale, tutt'al più, potrà trarne vantaggio.

Incentivi alla formazione

Il ddl riconosce inoltre una deducibilità fiscale piena per i costi della formazione (master, convegni, ecc.), ampliando quella esistente oggi limitata al 50% di quanto speso.

Inoltre, le somme investite per la certificazione delle competenze, l'orientamento, il sostegno all'imprenditorialità e la riqualificazione professionale, erogati da organismi accreditati, potranno essere dedotte entro il limite annuo di 5mila euro.

Accesso ai bandi pubblici

Altro intervento delle nuove norme riguarda l'accesso ai bandi pubblici.

Viene imposto alla P.A. di non limitare la partecipazione ai progetti ai lavoratori autonomi, con la richiesta, ad esempio, di requisiti come l'iscrizione obbligatoria presso la Camera di Commercio o la costituzione in società.

Pertanto, in presenza delle competenze richieste, potranno partecipare alle procedure selettive sia i gruppi di professionisti che i singoli lavoratori autonomi.

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(29/12/2015 - Marina Crisafi)
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