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​Deposito titoli e commemorazione dei defunti - La banca il 2 novembre chiede un euro a un correntista deceduto 16 anni fa

Un modo sui generis di UBI Banca Popolare di Ancona per onorare il giorno dei defunti
banca contocorrente estratto conto crisi

di Paolo M. Storani - Oggi è il giorno dedicato al ricordo dei defunti e così, meritoriamente e puntualmente, la banca UBI - Banca Popolare di Ancona, scrive una bella letterina a un suo correntista (mio padre):

"Egregio Cliente,

Le comunichiamo che, in relazione al Suo deposito titoli a margine indicato e alle condizioni economiche che lo regolano, l'importo delle spese e dei diritti di custodia a Suo carico, comprensivo della imposta di bollo introdotta con il D.p.r. n. 642/1972 e successive modifiche ed integrazioni (n.d.r. = e qui ci vorrebbe una virgola, ma non sottilizziamo) risulta così determinato:... € 1,35 - Spese per invio comunicazioni/informazioni non obbligatorie per legge... totale a Suo debito.

La preghiamo pertanto di mettersi in contatto con la filiale presso la quale intrattiene il rapporto che è a Sua completa disposizione per eventuali chiarimenti e per accogliere il versamento dell'importo suesposto.

In attesa di una Sua cortese visita, cogliamo l'occasione per porgerLe i nostri migliori saluti".

Io che non ho debiti con nessuno (e così parimenti mio padre) vorrei attraversare la strada che separa il mio studio legale dalla filiale di UBI Banca e consegnare da parte di mio padre il cospicuo dovuto.

Il problema è che mio padre - non metto in dubbio che avrà di sicuro, nell'ambito del rapporto di conto corrente, sottoscritto le "condizioni economiche che lo regolano" - non ha mai posseduto un solo euro dal momento che è purtroppo deceduto nell'aprile 1999, vale a dire circa tre anni prima del debutto della calamitosa valuta comune a diciannove Stati membri dell'Unione Europea: 1° gennaio 2002.

Per la compilazione della dichiarazione di successione ovviamente, all'epoca del suo decesso, richiesi alla banca l'attestato delle poche azioni di quell'istituto bancario che mio padre deteneva.

Allora il cosiddetto bail-in, vale a dire il prelievo forzoso che in prima battuta, in caso di salvataggio degli istituti di credito, deprederà gli azionisti e gli obbligazionisti delle banche dal 1° gennaio 2016 in forza della Direttiva europea Brrd, ancora doveva essere concepito dai valorosi scienziati che governano il mondo finanziario.

Avranno, dunque, preso atto, all'interno dell'agenzia, che il loro cliente è passato a miglior vita.

Ma, evidentemente, intrattenere un rapporto con una banca regala l'immortalità.

E così, nella mesta commemorazione di chi non c'è più, riecheggiando la lugubre e beffarda scritta che sormontava l'ingresso dei campi di concentramento e di eliminazione nazisti (Auschwitz, Dachau, campo-ghetto di Terezin), Arbeit macht frei, "il lavoro rende liberi", gli sportelli degli istituti di credito italici potrebbero apporre il motto: "la banca rende immortali".

L'Italia è un Paese talmente assurdo e incredibile che gli stranieri non lo potrebbero comprendere mai appieno, neppure vivendoci decenni.


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(02/11/2015 - Law In Action - di P. Storani)
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