Sei in: Home » Articoli

Cassazione: occupare la stanza del nuovo direttore non è giusta causa di licenziamento

Tale contegno non è idoneo a minare il vincolo fiduciario tra le parti e non crea alcun serio nocumento all'attività del datore di lavoro
Bilancia e martello tenuti in mano
di Valeria Zeppilli – Per la Corte di Cassazione non può essere ravvisata un'ipotesi di giusta causa, idonea a legittimare il licenziamento intimato ad una lavoratrice, nella circostanza che quest'ultima abbia occupato la stanza del nuovo direttore dopo essere stata declassata da tale ruolo a quello di coadiutrice e non abbia ottemperato all'invito rivoltole affinché se ne allontanasse.

Secondo quanto stabilito con la sentenza numero 21734/2015, depositata il 26 ottobre (qui sotto allegata), una simile infrazione non è di certo idonea a integrare un comportamento tanto grave da minare in maniera irrimediabile il vincolo fiduciario tra le parti.

Tale contegno, infatti, non crea alcun serio nocumento all'attività del datore di lavoro o alla sua organizzazione gerarchica e non può essere ricondotto al concetto di giusta causa di cui all'articolo 2119 del codice civile.

Così, nonostante l'azienda datrice di lavoro (una farmacia ospedaliera) consideri il gesto della dipendente come evidente insubordinazione, per i giudici il legame fiduciario resta intatto.

Vittoria della lavoratrice, quindi, che vede confermata la condanna della farmacia alla reintegra e al risarcimento del danno previsti dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, applicabile al caso di specie.

A tale ultimo proposito si sottolinea che la Cassazione, nella sentenza in esame, ha chiarito che va equiparato a quello prestato alle dipendenze del S.S.N. anche il rapporto di lavoro prestato alle dipendenze dell'Associazione Italiana dei Cavalieri Italiani del Sovrano Ordine di Malta (gestore della struttura ospedaliera convenuta).

Corte di cassazione testo sentenza numero 21734/2015
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(28/10/2015 - Valeria Zeppilli)
Le più lette:
» La querela di falso
» Le chat su WhatsApp valgono come prova
» Contratto di convivenza: come funziona
» Scuola: anche gli avvocati in coda per fare i supplenti
» Avvocati: i termini di decadenza dei contributi alla Cassa Forense
In evidenza oggi
In arrivo carcere fino a 8 anni per chi truffa gli anziani al telefonoIn arrivo carcere fino a 8 anni per chi truffa gli anziani al telefono
Giudici e avvocati: serve più sicurezza nei tribunaliGiudici e avvocati: serve più sicurezza nei tribunali
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF