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Pct: giudici "ridotti" a cancellieri. L'allarme dell'Anm

I magistrati denunciano le criticità del processo digitale accentuate dalla riforma del d.l. n. 83/2015
giudice sentenza

di Marina Crisafi - Giudici “ridotti” a cancellieri e con meno tempo per studiare la causa. È questo l'effetto delle modifiche apportate al processo civile telematico dalla recente riforma estiva (d.l. n. 83/2015 e relativa l. di conversione n. 132/2015) che ha esteso la possibilità di depositare telematicamente tutti gli atti, anche introduttivi del processo. A lanciare l'allarme è l'Associazione Nazionale Magistrati con un documento ufficiale pubblicato sul sito istituzionale, che denuncia un appesantimento delle responsabilità e del lavoro delle toghe, costrette anche a compiti di cancelleria (dovendo controllare, per ogni fascicolo d'udienza, se il deposito degli atti e dei documenti è avvenuto, provvedere all'apertura, alla stampa degli allegati e all'inserimento degli stessi nel relativo fascicolo; tutto ciò, a seguito della riforma, per ogni atto e documento del processo) che ne sviliscono la funzione giurisdizionale e soprattutto tolgono tempo allo studio della causa. 

Una brusca accelerata, dunque, quella del legislatore, in una materia cui andava garantita “una scansione temporale” nell'attuazione dell'innovazione tecnologica, cui l'Anm premette di dichiararsi “pienamente favorevole” e che non ha fatto altro che ampliare ed evidenziare “drammaticamente” i problemi già esistenti e denunciati all'indomani dell'obbligatorietà del deposito telematico degli atti.

Ciò impone, sostengono i magistrati, il mantenimento del “doppio binario”: il fascicolo cartaceo non può, infatti, essere abbandonato ma il mantenimento non può certo gravare sul magistrato e va dunque disciplinato, con decreto, come peraltro previsto dalla l. n. 132/2015 e annunciato proprio quest'estate dal ministro della giustizia. 

Insufficiente al riguardo, infatti, conclude l'Anm è il ricorso ai protocolli siglati con l'avvocatura per il deposito delle “copie di cortesia”, le quali spesso vengono depositate in una cassetta intestata al magistrato, al quale spetta poi da solo, provvedere al reperimento e all'inserimento nei fascicoli.

Per cui, i magistrati auspicano un'interlocuzione sulle tematiche esposte e chiedono a gran voce l'adozione tempestiva del regolamento che preveda “le misure organizzative idonee a risolvere il problema dell'acquisizione della copia cartacea degli atti, senza alcun onere per il magistrato”, assicurando altresì a tutti gli uffici giudiziari “un'assistenza informatica on line in tempo reale e un'assistenza informatica qualificata in loco”.

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(07/10/2015 - Marina Crisafi)
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