Azione di risarcimento danni per vizi della cosa venduta - Guida legale con formula di citazione

Quando e come si può essere risarciti dal venditore
Sentenza bilancia avvocato cassazione
di Valeria Zeppilli – Il codice civile, all'articolo 1490, pone una norma a tutela degli acquirenti, obbligando il venditore a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'utilizzo cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore (leggi “Garanzia per i vizi nella compravendita”). 

Alla luce di tale disposizione, quindi, laddove la cosa sia caratterizzata da vizi, il compratore potrà chiedere, a seconda dei casi, la risoluzione del contratto o la riduzione proporzionale del prezzo. 


L'azione per il risarcimento del danno

Il compratore, in ogni caso, ha anche un altro strumento a sua disposizione: potrà agire nei confronti del venditore per ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito in conseguenza dei vizi della cosa.

Infatti, secondo quanto previsto dal primo comma dell'articolo 1494 del codice civile, il venditore è in ogni caso tenuto al risarcimento del danno verso il compratore, se non prova di aver ignorato senza colpa i vizi della cosa, e deve altresì risarcire al compratore i danni derivati dai predetti vizi.

In sostanza, il risarcimento non è limitato ai soli danni relativi alle spese necessarie per eliminare i vizi, ma può estendersi a tutti i danni subiti dall'acquirente, compresi quelli inerenti la mancata o parziale inutilizzazione del bene acquistato o il lucro cessante, ad esempio per mancata rivendita (cfr., ad esempio, Cass. Civ. 7 marzo 2007, n. 5202).


Rapporti con le azioni di risoluzione del contratto e di riduzione del prezzo

L'azione di risarcimento del danno, oltre a poter essere proposta in ogni ipotesi di vizio della cosa venduta, è anche cumulabile sia con la domanda di risoluzione del contratto, che con quella di riduzione del prezzo.

Essa, infine, può anche essere esercitata a prescindere dalle altre due.


Decadenza e prescrizione

Per quanto riguarda i termini per la proposizione dell'azione, la norma nulla dice a riguardo.

Comunemente si ritiene, tuttavia, che, in virtù del collegamento con la garanzia per i vizi della cosa, anche all'azione di risarcimento siano applicabili il termine decadenziale di otto giorni decorrente dalla scoperta del vizio e quello prescrizionale di un anno decorrente dalla consegna del bene venduto, così come previsto dall'art. 1495 c.c..



Ecco una formula utilizzabile per l'azione di risarcimento danni per vizi della cosa venduta:



Tribunale di ____________


Atto di citazione


Per :____________, nato a ____________, il ____________ e res.te in ____________, alla via ______________ (C.F.________), elett.te dom.to in ____________, alla via ______________. presso lo studio dell'Avv. ____________ (C.F.________ - fax: __________ - p.e.c.: ________________) che lo rappresenta e difende difeso in virtù di mandato in calce al presente atto,


Premesso


-che in data ___________ con contratto di compravendita ____________ acquistava da ____________ il seguente bene __________;


- che in data ______, ______ scopriva casualmente che il bene acquistato era affetto dai seguenti vizi: ___________;


- che in conseguenza di ciò, _______ subiva i seguenti danni: ________________;


- che in data ________ provvedeva a contestare a _______________ i vizi della cosa venduta, chiedendo il risarcimento dei danni sovra indicati, senza, tuttavia, ottenere risposta;


- che, tuttavia, secondo quanto previsto dal primo comma dell'articolo 1494 del codice civile, il venditore è tenuto al risarcimento del danno verso il compratore, se non prova di aver ignorato senza colpa i vizi della cosa, e deve altresì risarcire al compratore i danni derivati dai vizi della cosa;


- che … (ulteriori eventuali indicazioni di diritto sul fondamento della domanda).


Tutto ciò premesso, _______, come sopra rappresentato e difeso


Cita


____________ CF:___________ residente in ____________ via ____________ a comparire dinanzi all'intestato Tribunale, nella nota sede, Sezione e Giudice Istruttore designandi, all'udienza che ivi si terrà il giorno ____________, ore di rito, con invito a costituirsi, ai sensi e nelle forme stabilite dall'art. 166 c.p.c., nel termine di 20 giorni prima dell'udienza indicata nel presente atto, oppure di quella fissata, ai sensi dell'art. 168 bis, ultimo comma, c.p.c., dal Giudice Istruttore, con avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c. e, inoltre, con avviso che in caso di mancata costituzione si procederà in contumacia per ivi sentir accogliere le seguenti


Conclusioni


Voglia il Tribunale adito, respinta ogni contraria richiesta ed eccezione:


- accertare l'esistenza dei vizi contestati e dichiarare la responsabilità della _______ – venditrice – ex art. 1490 cod. civ;


- (eventualmente disporre la riduzione del prezzo di vendita, ex art. 1492 cod. civ., nella misura di Euro __________ o la risoluzione del contratto)


- accertare e dichiarare la responsabilità di _________ ex art. 1494 c. c. e, per l'effetto, condannarlo al risarcimento del danno, da quantificarsi in Euro _________ o nella diversa somma, maggiore o minore, che sarà accertata in corso di causa.


Con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa.


In via istruttoria chiede di essere ammesso alla prova per interpello e testi sui seguenti capitoli:


1) Vero che ____________


2) Vero che ____________


Indica a testi:


-


-


Chiede inoltre, ammettersi consulenza tecnica d'ufficio per accertare ____________.


Si depositano i seguenti documenti:

1. Documento contenente l'informazione resa ai sensi dell'art. 4, comma 3, del D.lgs., 4 Marzo 2010, n. 28 e sottoscritta dalla ricorrente.

2. altri documenti...


Si dichiara, ai fini del contributo unificato, che il valore della presente controversia è pari ad Euro ______


____________, ____________


Avv. ____________


Mandato


Il sottoscritto ___________________ residente in ___________ , delega a rappresentarlo e difenderlo in ogni fase e grado del presente giudizio l'Avv. ___________________ conferendogli ogni e più ampia facoltà di legge, compresa quella di transigere, rinunciare agli atti, chiamare in causa terzi, proporre domande riconvenzionali, farsi sostituire, rappresentare la parte alla prima udienza di trattazione, dare esecuzione agli emanandi provvedimenti promuovendo esecuzioni mobiliari, immobiliari e presso terzi.

Dichiara di eleggere domicilio presso il suo Studio in _______________________.

Dichiara di essere stato informato, ai sensi dell'art. 4, co. 3, D.Lgs. n. 28/2010, della possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione ivi previsto e dei benefici fiscali di cui agli artt. 17 e 20 del medesimo decreto, nonché dei casi in cui l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Dichiara di essere stato informato, ai sensi dell'art. 2, co. 7, D.L. n. 132/2014 della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati disciplinata dagli artt. 2 e ss. del suddetto decreto legge.

Autorizza il trattamento dei dati personali sensibili ai sensi del D.lgs. 196/2003 necessari per l'espletamento del mandato.


_______________________


Per autentica


Avv. ______________________________

Valeria ZeppilliAvv. Valeria Zeppilli - profilo e articoli
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(22/09/2015 - Valeria Zeppilli)
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