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Chi risponde quando il minore si fa male nell'area giochi?

Non sempre la responsabilità è del custode, se i giochi sono funzionanti e in buono stato è il genitore a dover controllare il proprio figlio
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a cura dell'avv. Cristina Bassignana www.avvocatobassignana.it - Quando si porta il proprio figlio al parco giochi è doveroso controllare che non si faccia male. Non solo per un normale scrupolo da genitori, ma anche perché nessuna responsabilità può poi essere chiesta al gestore dell'area nel caso in cui il piccolo si infortuni giocando.

Così sembra orientata la giurisprudenza prevalente, sia di merito che di legittimità.

Si pensi a una decisione del Tribunale di Genova del febbraio scorso, la n. 652/2015 (leggi: “Parco giochi: se il bimbo si fa male la responsabilità è del genitore, anche se l'area è a pagamento”), con la quale si è escluso che l'acquisto del biglietto dell'area giochi comporti a carico del titolare dell'area un'obbligazione di sorveglianza e tutela riguardante ciascun bambino e si è affermata la responsabilità del genitore che accompagna il bambino di controllarlo mentre utilizza un gioco dal quale possono derivare rischi prevedibili con l'ordinaria diligenza.

Si pensi ancora alla sentenza n. 18167/2014 della Corte di Cassazione, con la quale si è sancito che il dovere di custodia del responsabile del gioco non ne comporta un'automatica responsabilità nel caso in cui il bimbo che lo utilizza si faccia male, ma che questa, se il gioco è funzionante e in buono stato, è esclusa nel caso in cui, con l'adozione di un comportamento ordinariamente cauto, la caduta avrebbe potuto essere evitata (leggi: “Cassazione: Bimbo cade dalla giostra al parco? Nessuna responsabilità del Comune se il pericolo è evitabile”).

In sostanza, l'orientamento è quello prevalente relativo all'articolo 2051 c.c. e la responsabilità del custode può essere invocata solo se le giostre sono difettose e di per sé pericolose.

Per il resto gli adulti devono tenere gli occhi ben aperti!

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(06/09/2015 - Cristina Bassignana)
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