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Iva 2016 e spese autunnali: “doppia” stangata in arrivo di oltre 2.500 euro per le famiglie italiane

1.760 euro per far fronte ai “costi” d'autunno e 791 per l'aumento dell'Iva previsto dalla legge di stabilità. Le denunce delle associazioni dei consumatori
povero

di Marina Crisafi – Mentre il premier (avallato dai suoi) sta promettendo in lungo e in largo l'abbassamento delle tasse e l'eliminazione di quelle sulla casa, a partire dal prossimo anno, una vera e propria stangata sta per abbattersi sulle famiglie italiane per l'aumento dell'Iva nel 2016, previsto dalla legge di stabilità 2015.

A denunciarlo è il Codacons, secondo il quale, se il Governo non troverà le risorse per scongiurare tale aumento, gli italiani si ritroveranno a mettere mani al portafoglio per sborsare oltre 791 euro (solo per costi diretti), senza contare gli effetti negativi che lo stesso avrà su tutti i settori produttivi e commerciali.

E le risorse da trovare non sono certo da poco: per sopperire all'aumento dell'imposta sul valore aggiunto, che lieviterà di 2 punti percentuali dal 2016 (rispettivamente dal 10 al 12% e dal 22 al 24%) per continuare a salire negli anni successivi fino ad arrivare al 13 e al 25,5% nel 2018, occorreranno, afferma il Codacons nella sua nota, 16,8 miliardi.

E mentre l'associazione dice basta agli “annunci spot” e si dichiara pronta a scendere in piazza, “in assenza di interventi da parte del Governo per sostenere le famiglie e aumentare il potere d'acquisto dei cittadini, cancellando in modo definitivo il possibile aumento dell'Iva”, un'altra stangata si profila, nel più breve periodo, quella d'autunno.

A lanciare l'allarme è l'Onf (Osservatorio nazionale Federconsumatori), secondo il quale gli italiani tra settembre e novembre dovranno sborsare ben 1.760,23 euro per tasse (510,00 euro circa), bollette (455,00 euro circa) e spese scuola (788,70 circa), senza contare i costi “ordinari” (alimentazione, abbigliamento, ecc.) non compresi nella stima.

Una stangata che rappresenterà senz'altro “un grave colpo per i bilanci delle famiglie – ripercuotendosi – pesantemente sui consumi e sull'intero sistema produttivo” dichiarano congiuntamente i presenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, che parlano di un potere d'acquisto delle famiglie ormai ai minimi storici (-13,4% dal 2008 ad oggi) e invocano l'intervento del Governo.

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(29/08/2015 - Marina Crisafi)
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