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L'autostop è legale? Oppure no?

Chiedere un passaggio è una pratica diffusa per viaggiare senza costi, ma sempre nel rispetto delle apposite norme di legge
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di Lucia Izzo - Zaino in spalla, pollice alzato ed un sorriso convincente: basta poco per diventare autostoppisti e viaggiare verso le mete desiderate chiedendo "un passaggio" in auto a chiunque condivida la stessa destinazione o transiti in prossimità.

Sono tanti gli accorgimenti che il "perfetto autostoppista" dovrebbe rispettare per evitare conseguenze spiacevoli, ad esempio viaggiare leggeri, avere un cartello con la destinazione bene in vista, posizionarsi in zone sicure in cui non si è un pericolo per il traffico e di per sé, preferire l'autostop in compagnia, di giorno e magari non lasciando a casa un briciolo di buon senso, che possa far capire se il conducente che si è fermato sia una persona affidabile o meno.

E se l'istinto fa cilecca e ci si accorge della pessima scelta nel corso del viaggio? Mantenere sempre la calma, controllare il percorso (mappa alla mano) ed eventualmente scendere alla prima occasione, sono alcune utili soluzioni.

Ma aldilà dei consigli, fare l'autostop è legale oppure no?

Consacrata negli anni '70, questa pratica in tempi moderni e per ragioni di sicurezza, è stata sempre più relegata al ruolo di "extrema ratio" nei casi in cui l'auto è in panne o non si hanno abbastanza soldi per il viaggio.
Addirittura molte leggi nazionali hanno ritenuto che il fenomeno andasse disciplinato e, in alcuni casi, vietato.

In Italia, il Codice della Strada (art. 175, co. 7, capo B) precisa che sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale è vietato richiedere o concedere passaggi, sanzionando perciò sostanzialmente l'autostop nelle zone autostradali.

La Cassazione, con la sent. n. 10462/1991, ha chiarito che la tangenziale non può essere equiparata ad un'autostrada circa il divieto di transito perdonale, avvalorando in questo modo la possibilità di fare autostop in questo contesto.

La norma è chiara: sia chi richiede, sia chi concede un passaggio, rischia una sanzione amministrativa dai 33,60 ai 137,55, una multa variabile, che può diventare salata a seconda del pericolo provocato alla circolazione stradale dal fermarsi in zone di veloce percorrenza.

Il codice della strada non provvede ad identificare cosa debba intendersi per "pertinenza autostradale" e quindi se nel divieto vadano ricompresi, lo svincolo, la pompa di benzina, la rotatoria in uscita, il casello ed altri elementi non evocati dal tenore letterale della norma e per questo normalmente tollerati.

In definitiva, quindi autostop sì o autostop no?

La scelta è lasciata alla discrezionalità e allo spirito d'avventura dei viaggiatori, ma è sempre bene dare un'occhiata alla leggi vigenti nei diversi Paesi, senza dimenticare alcuni accorgimenti e la necessaria cautela che dovrebbe in qualunque occasione ispirare le proprie azioni.
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(29/08/2015 - Lucia Izzo)
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