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Circolare abusivamente con un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo non è reato

Per la Cassazione l'unica norma sanzionatoria applicabile è quella amministrativa
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di Valeria Zeppilli – Secondo l'interpretazione fatta dalla Corte di Cassazione con la sentenza numero 33999/2015, depositata il 3 agosto (qui sotto allegata), circolare abusivamente con un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo integra soltanto l'ipotesi di illecito amministrativo, di cui all'articolo 213 del codice della strada, e non anche il delitto di sottrazione di cose sottoposte a sequestro, di cui all'articolo 334 del codice penale.

Rifacendosi alla sentenza delle sezioni unite n. 1963/2010 e alla più recente sentenza n. 42752/2014 della sesta sezione, la Corte ha in particolare sancito che la norma sanzionatoria amministrativa prevista dal codice della strada risulta speciale rispetto a quella penale, con la conseguenza che il concorso tra le due deve essere ritenuto solo apparente.

Del resto, il comma 4 dell'articolo 213 del codice della strada si riferisce solo al sequestro amministrativo contemplato nella medesima norma e non tutte le condotte di cui all'articolo 334 del codice penale integrano l'ipotesi di illecito amministrativo, configurandosi quest'ultimo solo in caso di circolazione abusiva: la specialità della norma amministrativa rispetto a quella penale, ai sensi dell'articolo 9 della legge numero 689/1981, è quindi innegabile.

Così i giudici hanno accolto il ricorso di un uomo che era stato sanzionato penalmente per aver circolato con un mezzo sottoposto a sequestro amministrativo, annullando senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Nel caso di specie, infatti, ricorrevano i presupposti dell'illecito amministrativo e si doveva escludere la configurabilità del reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro.

Vedi allegato
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
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(12/08/2015 - Valeria Zeppilli)
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