La notifica a mezzo p.e.c.

Requisiti e modalità per potervi procedere
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Ogni avvocato iscritto all'albo può provvedere in proprio alla notifica degli atti giudiziari attraverso il ricorso a sistemi di posta elettronica certificata.

I requisiti per potervi procedere sono esclusivamente il possesso di un dispositivo valido di firma digitale, una procura speciale alle liti previa o contestuale e la necessità che sia il notificante che il notificato siano in possesso di un indirizzo p.e.c. risultante dai pubblici registri.

La possibilità di notifica in proprio da parte degli avvocati, già regolamentata limitatamente all'utilizzo del sistema postale dalla legge n. 53/1994, è possibile a mezzo p.e.c. grazie alla legge di stabilità 2013 e al decreto legge n. 90/2014. Quest'ultimo, in particolare, ha semplificato i requisiti per l'utilizzo dello strumento, abrogando la necessità del consenso del consiglio dell'ordine di appartenenza del legale e l'obbligo sia di apporre le marche da bollo che di iscrivere le notifiche nel registro cronologico.

Gli atti che possono essere notificati a mezzo p.e.c. sono sia i documenti informatici, creati direttamente in forma elettronica o estratti dai fascicoli telematici, che le copie informatiche scansionate di atti cartacei, da asseverare come conformi agli originali.

La relata di notifica va generata separatamente e direttamente in via informatica e firmata digitalmente. Essa deve indicare: nome e cognome (o denominazione e ragione sociale) e codice fiscale dell'avvocato notificante, della parte che ha conferito la procura alle liti e del destinatario; indirizzo p.e.c. a cui viene notificato l'atto e elenco dal quale è stato estratto; nonché, in caso di notifica in corso di causa, nome del giudice e dell'ufficio giudiziario dinanzi al quale è pendente il giudizio.

L'invio dei documenti a mezzo della casella p.e.c. avviene senza particolari formalità relative al messaggio di accompagnamento, se non per il fatto che esso deve necessariamente indicare come oggetto: “Notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”.

Il perfezionamento della notifica si ha con la ricevuta di avvenuta consegna, nella quale sono riportate tutte le indicazioni ad essa relative, ma per la prova della regolarità sono necessari anche i file informatici del messaggio inviato e la ricevuta di accettazione.

Nel caso in cui sia necessario produrre in forma cartacea la prova della notifica, per ciascun documento deve essere attestata, da parte dell'avvocato in veste di pubblico ufficiale, la conformità degli atti stampati ai documenti informatici da cui sono tratti.

Vedi anche: la guida legale al processo civile telematico


Valeria ZeppilliAvv. Valeria Zeppilli - profilo e articoli
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E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(03/08/2015 - Valeria Zeppilli)
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