Diritto Penale

Porto d'armi: quanto vale il tempo trascorso dalla commissione di eventuali reati al momento della richiesta di rilascio della licenza di porto di fucile ad uso sportivo?

Nota di commento alla sentenza del Tar Lombardia n. 95 del 12 gennaio 2015
armi omicidio caccia
Avv. Francesco Pandolfi

Come contrastare efficacemente il decreto di respingimento della richiesta di rilascio della licenza di porto di fucile, con particolare riferimento all'utilizzo sportivo dell'arma.

Il decreto di respingimento della richiesta di rilascio della licenza di porto di fucile ad uso sportivo può essere validamente impugnato, ai fini dell'accertamento del diritto al rilascio, deducendo l'eccesso di potere dell'Amministrazione, nel caso in cui eventuali precedenti condanne e provvedimenti amministrativi subiti non appaiano di un livello tale da comprovare l'inaffidabilità del ricorrente. 

Lo afferma il Tar Lombardia, con la pregevole sentenza n. 95/15.

Si possono cioè superare le annotazioni pregiudizievoli della Polizia, facendo valere il lasso di tempo intercorso dalle eventuali condanne e attribuirvi un significato prognostico favorevole.

In altri termini: l'insegnamento dei Giudici amministrativi ci dice che è dirimente l'argomento del decorso di un lasso di tempo notevole ( calcolato dalla commissione dei fatti penalmente rilevanti all'epoca di proposizione della domanda ), al fine di fronteggiare il divieto interposto dalla Questura.

I Giudici avvertono: è notorio come in materia di detenzione di armi e munizioni l'Autorità di pubblica sicurezza sia vincolata da rigidi parametri, quali la tutela dell'ordine pubblico e la perfetta sicurezza riguardo all'uso corretto di armi, nonché l'esigenza che chi detiene armi possa vantare una condotta trasparente ed irreprensibile.  

Ma se questo è il punto nevralgico della questione, è vero pure però, come intelligentemente ricorda il Tribunale, che fatti contestati molti anni prima dal provvedimento impugnato assumono giocoforza un peso specifico talmente ridotto da togliere rilevanza a quelle condotte che probabilmente furono riprovevoli all'epoca, ma che oggi non sono in grado di produrre impatti pregiudizievoli a danno dei consociati.

Che cosa fare, in definitiva, per dimostrare l'affidabilità di chi richiede la licenza di porto di fucile ad uso sportivo?

E' semplice: nel momento in cui ci si appresta a presentare la richiesta di rilascio della licenza di porto di fucile ad uso sportivo, occorrerà verificare se sussiste o meno una vera incidenza sull'utilizzo odierno dell'arma dei fatti penalmente o amministrativamente rilevanti nel passato.

Se questa domanda produrrà una risposta negativa, l'eventuale respingimento della Questura potrà essere contrastato con un ricorso.

Per contattare l'avv. Francesco Pandolfi

invia una mail a: francesco.pandolfi66@gmail.com

visita il blog: www.pandolfistudiolegale.it 

(07/08/2015 - Avv. Francesco Pandolfi)
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