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Il reato di diffamazione: gli elementi costitutivi e il fac-simile di querela

Guida legale con fac-simile di una atto di querela
Immagine di un quotidiano

La diffamazione è un reato che si consuma quando un individuo, parlando con altre persone, divulga notizie che offendono la reputazione di una terza persona assente.

Sono tre gli elementi costitutivi del reato previsto e punito dall'art. 595 del Codice Penale:

1) l'enunciazione di offese che recano danno alla reputazione di un soggetto;

2) il recepimento da parte di svariate persone delle offese;

3) l'assenza della persona diffamata.

Quest'ultimo punto è l'elemento che differenzia la diffamazione dall'ingiuria, reato che invece si consuma con l'enunciazione di frasi infamanti in presenza della persona offesa.

Quando si ha conoscenza dell'enunciazione altrui di frasi diffamanti, lesive del proprio onore e della propria persona, è possibile sporgere denuncia affinché costui venga perseguito e punito dalla legge.

Ai sensi dell'art. 597 c.p., la diffamazione è punibile a querela della persona offesa: si tratta di una condizione di procedibilità che esprime la volontà dell'offeso affinché si proceda in ordine al reato.

La querela va proposta entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato (art. 124 c.p.) al pubblico ministero, a un ufficiale di polizia giudiziaria o all'autorità consolare all'estero.

Può essere depositata, oralmente o per iscritto, dalla persona offesa o dal legale di fiducia.

Trattandosi di un diritto disponibile, è ammissibile la rinuncia alla querela (in maniera espressa o tacita) o la remissione, ossia il ritiro della querela in qualsiasi momento precedente la sentenza da parte del giudice.

Una volta depositata, la denuncia viene valutata dal giudice, che sarà il Giudice di Pace oppure il Tribunale Monocratico se l'offesa è a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità oppure se è recata a un Corpo politico, amministrativo, giudiziario, o ad una sua rappresentanza).

Il giudice accerterà che i fatti in esame siano realmente avvenuti e, in tal caso, si pronuncerà a favore della persona lesa, detta querelante, condannando il querelato. Il giudizio è insindacabile ed inoppugnabile: una volta emesso chi è condannato ha l'obbligo di risarcire pecuniariamente il querelante o di scontare un periodo di detenzione.

La pena prevista per il reato di diffamazione è la reclusione fino ad un anno o la multa fino a 1032,00 euro.

Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2065,00 euro.

Per diffamazione a mezzo stampa, atto pubblico o altro mezzo di pubblicità la pena è della reclusione da 6 mesi a 3 anni o della multa non inferiore a euro 516.

Pur non essendo richieste altre formalità esplicite, è necessario che la querela contenga, oltre all'indicazione del reato, la dichiarazione espressa di voler procedere penalmente in ordine al fatto di reato e la sottoscrizione.

Per un approfondimento vedi anche nella sezione delle guide legali: La guida sul reato di diffamazione.

Ecco di seguito un fac-simile di querela per diffamazione:

"ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ...”

Oppure

“ALLA SEZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA PRESSO IL TRIBUNALE DI … “

Io sottoscritto..., nato a ....., il .../.../..., residente in ....... (...) Via/Piazza ............., n. ....., (eventualmente in aggiunta: presso lo studio dell'Avv. …, del Foro di …, mio legale di fiducia) desidero sporgere formale querela nei confronti del Sig. ..., nato a ....., il .../.../..., residente in ....... (...) Via/Piazza ............., n. ..., (ovvero contro ignoti oppure contro ogni altra persona ritenuta responsabile) responsabile nei miei confronti del reato di diffamazione previsto e punito dall'art. 595 c.p.

PREMESSO CHE

(Segue dettagliata esposizione dei fatti, attraverso l'indicazione del luogo e del tempo del fatto, delle persone presenti, delle parole pronunciate o del contenuto dell'atto diffamatorio, delle modalità di comunicazione ed ogni altro elemento rilevante)

Esempio:
Sono un professionista con trent'anni di attività alle spalle.
Il giorno .../.../..., il mio collega Sig. .... si recava ad una riunione degli iscritti all'albo della mia professione.
In quell'occasione incontrò il Sig. ... (querelato) che si stava intrattenendo con altri colleghi manifestando espressioni lesive della mia professionalità e fatti non veri sulla mia persona (citare testualmente tra virgolette il testo delle pronunciate).
Essendo un anch'egli un professionista stimato e rispettato reputo che le frasi pronunciate ledano la mia immagine.
A seguito di tale accaduto, io sottoscritto ...


DOMANDO


che l'Ill.mo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di ..., esaminati i fatti sopra descritti, voglia procedere penalmente nei confronti del Sig. ... per il reato previsto dall'art. 595 c.p. e per tutte le altre fattispecie di reato ravvisabili nei fatti rappresentati.


A supportare quanto da me descritto

(segue l'indicazione degli elementi probatori che si allegano a sostegno della propria richiesta: indicazione dei testimoni, presentazione di atti o documenti, ecc. – Ad esempio: possono testimoniare anche il Sig. ..., nato a ...., il .... e residente in ...., via ...., n. .... e il Sig. ..., nato a .... il .... e residente in ...., via ...., n. ...., entrambi presenti sul luogo al momento dell'accaduto).

Con espressa riserva di costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento penale e con richiesta di punizione del responsabile dei fatti denunciati.

Ai sensi e per gli effetti dell'art. 408 c.p.p., si chiede di essere avvisati in caso di eventuale archiviazione del relativo procedimento.


Luogo, data e firma del querelante

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(12/09/2015 - Lucia Izzo)
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