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Il nuovo asset dei benefici accessori: ecco come cambia il diritto ai buoni pasto

Il limite della cadenza giornaliera, la detassazione
Carta di pagamento

I fringe benefit garantiti oggigiorno ai lavoratori scarseggiano, come acqua nel deserto essi sono ambiti perché unici emolumenti in grado di arrotondare uno stipendio sempre più inadatto a coprire le spese quotidiane.

Il diritto ai buoni pasto, è inutile dirlo, rappresenta un'agevolazione di non poco conto per i dipendenti i quali lo percepiscono come un mezzo per preservare il proprio potere d'acquisto.

Sottesa a questa percezione, che ne ha orientato un sempre più largo uso, il popolo dei buoni pasto è aumentato a dismisura ivi compresi anche coloro che li accettano e che hanno trovato negli utilizzatori una clientela fidelizzata e stabile.

Un intervento in materia era da prevedere, ed eccolo piombare alle porte dell'estate, sulle teste dei lavoratori ancora increduli, scettici e soprattutto disorientati circa la veridicità della notizia che non ha impiegato molto tempo a dilagare nel mare del web.

La notizia è reale, la riforma c'è stata davvero.

Cerchiamo di comprendere come essa abbia operato e in che termini influirà sul nostro diritto ai buoni pasto.

 

Regolarizzazione dell'uso dei buoni pasto: siglato il limite della cadenza giornaliera

Ecco a chi è da imputare un cambiamento tanto radicale in capo al diritto ai buoni pasto: è la Legge di Stabilità ad apportare nuove regole nell'uso dei ticket.

La novità involge i buoni pasto elettronici, che in verità, esattamente come quelli cartacei, sono da sempre stati non cumulabili, né commerciabili, né cedibili o convertibili in denaro.

L'intervento trova ragion d'operare sui buoni pasto elettronici -circolanti in Italia da circa 3 anni- proprio perché più facilmente tracciabili.

Sarà dunque molto più fattibile sanzionarne o, ancor meglio, prevenirne un eventuale uso scorretto.

 

Detassazione dei buoni pasti di dipendenti e collaboratori

L'impossibilità di cumulare i buoni pasto, tuttavia, non rappresenta certo una novità legata alla nuova normativa atteso che, di contro, tale imperativo da sempre connota e permea il diritto ai buoni pasto e, più segnatamente, l'utilizzo di quelli elettronici.

Quello che, piuttosto, rappresenta una reale novità è il ritocco che la legge di stabilità 2015 effettua sul tetto di esenzione, che, per i ticket elettronici viene condotto da 5,29 a 7 euro.

Un sospiro di sollievo per i beneficiari.

La disposizione di cui ai commi 16 e 17 dell'unico articolo della Legge di Stabilità (legge 190/14), con esclusivo riferimento ai ticket c.d. elettronici, ha innalzato infatti il limite di esenzione fiscale che può essere applicato ai buoni pasto acquistati in favore di lavoratori, dipendenti e assimilati.

In altri termini l'utilizzatore andrà a godere di un servizio sostitutivo di mensa aziendale dall'importo esattamente corrispondente al valore facciale del buono pasto.

Anche questa disposizione è entrata in vigore proprio da pochi giorni, quasi ad attutire gli effetti negativi che andranno ad impattare sul diritto ai buoni pasto in capo ai beneficiari da troppo tempo avvezzi a destinarli per l'acquisto della spesa alimentare.

 

Cerchiamo di ravvisare piuttosto in questi interventi di legge, percepiti da molti come un'indebita limitazione, un'occasione per ricomporre e regolarizzare un settore in cui una diffusa e generalizzata confusione circa la loro esatta natura, l'ha fatta per troppo tempo da padrona.

Erminia Liccardo

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(13/07/2015 - Erminia Liccardo)
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